Tenute Montezovo: tre realtà di altissimo livello tra Garda, Valpolicella e Durello

 Montezovo. Una visione di famiglia, tra storia, territorio e futuro

Montezovo nasce negli anni ’90, quando Diego Cottini decide di ampliare lo sguardo ai mercati nazionali e internazionali. È in questo momento che prende forma un progetto nuovo, capace di coniugare radici profonde e visione contemporanea. La produzione si sposta progressivamente dalla Valpolicella Classica a quella Orientale, arricchendosi di nuovi terreni a Tregnago e di un moderno centro di appassimento.

Ma la storia vitivinicola della Famiglia Cottini ha origini ben più lontane. È il 1925 quando Carlo Cottini fonda la sua azienda agricola a Fumane, nel cuore della Valpolicella. Da allora, quattro generazioni si sono succedute, contribuendo a definire un percorso fatto di tradizione, territorio e passione.

Negli anni ’50, il figlio Raffaello costruisce la cantina e si specializza nella vinificazione, ponendo le basi per una crescita costante. Nel 1965, l’azienda amplia i propri orizzonti con l’acquisizione dei vigneti in località Zovo, nel Garda Orientale, oggi sede principale della cantina. Un luogo intriso di storia e fascino paesaggistico: su questa terra Napoleone vinse una delle battaglie più iconiche della Campagna d’Italia nel 1797, dedicando a questo luogo una delle più celebri vie di Parigi, Rue de Rivoli e un monumento commemorativo.

Nel 2010, Montezovo compie un ulteriore passo avanti con l’acquisizione della Tenuta Le Civaie in Lugana. Alla storica vocazione per i rossi si affianca una nuova anima dedicata ai bianchi, che diventa presto una delle grandi storie di successo della famiglia.

Oggi Montezovo è ancora guidata dalla famiglia Cottini, la cui unione costituisce un elemento di forza distintivo per la vita dell’azienda. Diego, Annalberta, Michele e Mattia Cottini custodiscono valori, esperienze e tradizioni che hanno contraddistinto il lavoro lungimirante delle generazioni precedenti, per volgere lo sguardo al futuro con la stessa passione.

Tradizione e innovazione convivono armoniosamente in un percorso produttivo che mette al centro la sostenibilità, la tutela della biodiversità e il rispetto per un territorio di rara bellezza, da preservare per le generazioni future. Ogni scelta, dalla coltivazione alla vinificazione, è orientata a portare nel mondo il disegno di Diego Cottini e della sua famiglia, attraverso una rinnovata relazione con la terra, il territorio e le persone che lo vivono.

Per Montezovo infatti, coltivare la vite significa coltivare valori: mantenere vivo il legame con la comunità, partendo dal rispetto per le persone, promuovere il capitale umano e trovare un equilibrio tra natura, artigianalità e ricerca tecnologica. È un


impegno quotidiano per restituire al territorio esperienze autentiche, dove qualità e bellezza si fondono in un rapporto simbiotico con le colline veronesi.

Il rispetto della terra, attraverso le più sostenibili e innovative tecniche di coltivazione, significa valorizzarne le potenzialità attraverso la sperimentazione, come nella visione pionieristica della produzione in alta quota.

Un’attenzione che nasce dal valore e dalla sapienza del lavoro rurale, nel completo ascolto della natura, grazie a un approccio che prevede la relazione esclusiva di un vino con la sua zona. È questo un fattore indispensabile per assicurare alla produzione di ogni etichetta Montezovo le più favorevoli circostanze ambientali, ovvero quelle che le appartengono fin dall’origine.

Le radici contadine della famiglia Cottini affondano nel passato, ma si protendono verso un futuro sostenibile, con uno sguardo aperto al mondo. Oggi Montezovo è ambasciatore dei vini della Valpolicella Orientale, del Garda Orientale e del Lugana, raccontando l’identità di un territorio attraverso vini di collina e d’altura, capaci di esprimere storia, suggestione e autenticità.

Come una vigna che si illumina all’alba, ogni giorno si rinnova la volontà di portare nuova energia, qualità e bellezza in ogni progetto.



 

Nel cuore del territorio. Il carattere dei vini Montezovo

L’identità di Montezovo nasce da un legame profondo e autentico con il terroir. suolo, altitudine, microclima e fattore umano sono gli elementi naturali che definiscono la personalità dei suoi vini. La filosofia produttiva dell’azienda si fonda sulla valorizzazione di vigneti che si identificano nei tre areali delle denominazioni della Valpolicella Orientale, del Garda Orientale e della Lugana. Ogni appezzamento è seguito con attenzione in ogni fase, dalla vigna alla bottiglia, per esprimere al meglio il valore identitario del territorio.

I vini Montezovo sono figli dell’intuizione di Diego Cottini, un uomo che non teme le sfide e che ha fatto della sperimentazione il suo punto di forza. La sua visione ha dato vita a vini di carattere, capaci di catturare le caratteristiche specifiche dei singoli terroir in cui nascono. Raccontano la storia di una famiglia che, partita dalle colline della Valpolicella Classica, ha raggiunto negli anni ’60 le pendici del Monte Baldo e, in tempi più recenti, la Valpolicella Orientale e le sponde meridionali del Lago di Garda.

Gli areali di produzione MONTEZOVO






Lo studio dei vini Montezovo è strettamente legato al carattere di Diego: un imprenditore vitivinicolo che ha sempre scelto di uscire dalla comfort zone, affrontando ogni nuova sfida come stimolo per migliorarsi. In questo percorso, trova un solido supporto nella moglie Annalberta e un’appassionata alleanza nei figli Michele e Mattia. Un talento che si trasmette di padre in figlio e si esprime in modi diversi, con competenze complementari che contribuiscono tutte alla costruzione di una visione unica.

Tre sono i centri produttivi che raccontano questa diversità:

Ø  Tenuta dell’Anfiteatro – Garda Orientale

Estensione: 70 ettari

Composizione suolo: morenico, ghiaioso e sabbioso

Produzione: Progetto “Single Vineyards”, Pinot       Grigio delle Venezie, Bardolino DOC, Garda DOC

 

Situata tra l’Anfiteatro Morenico di Rivoli Veronese e le pendici del Monte Baldo, questa tenuta raggiunge altitudini fino a 950 metri ed è immersa in un contesto che intreccia natura, storia e cultura, rappresentando un elemento identitario del territorio.

Le sue forme furono infatti protagoniste della Campagna d’Italia napoleonica: qui, tra le strette gole dell’Adige e i morbidi rilievi morenici modellati dai ghiacciai del Garda, si decise una delle più importanti battaglie della Prima Coalizione, la Battaglia di Rivoli, combattuta tra il 14 e il 15 gennaio 1797. Napoleone comprese subito la potenzialità del luogo: la conformazione naturale dell’anfiteatro, con alture dominanti e passaggi obbligati, trasformò il territorio in una formidabile “fortezza naturale”, permettendogli di vincere gli austriaci.

Questo scenario, che alterna dolcezza e drammaticità, riecheggia i contrasti della stessa vicenda napoleonica: rapidità, energia, tensione strategica, ma anche visione e capacità di leggere il territorio come risorsa.

La variabilità dei suoli, il microclima influenzato dalle brezze del lago di Garda e della Val d’Adige e la vicinanza al Monte Baldo, che genera escursioni termiche significative, la biodiversità e le varietà floreali esclusive rendono questo luogo particolarmente vocato alla viticoltura di qualità.


In questo contesto nasce il progetto dei vini “Single Vineyards Montezovo”, un’iniziativa orientata alla valorizzazione dell’impronta territoriale di singoli appezzamenti. Montezovo ha selezionato quattro appezzamenti che, per posizione e condizioni microclimatiche uniche, potessero distinguersi e rappresentare al meglio il proprio terroir. A ogni vigna è associata una varietà specifica, che in quel luogo trova la sua massima espressione e qualità. Ne nascono vini fortemente identitari, capaci di raccontare la straordinaria diversità dell’entroterra del Lago di Garda.

Ø  Tenuta Marnebianche – Valpolicella Orientale

Estensione: 60 ettari

Composizione suolo: calcareo e marnoso

Produzione: Amarone della Valpolicella, Valpolicella Ripasso Superiore, Valpolicella Superiore

A circa 550 metri di altitudine, in quella che viene definita “alta collina”, i vigneti affondano le radici in terreni ricchi di marne bianche. Questi suoli donano ai vini freschezza e finezza aromatica. La Corvina sviluppa intense note fruttate e una vivace acidità, mentre la Rondinella si distingue per le delicate sfumature floreali di violetta e rosa.

In questo ambiente privilegiato, l’antica pratica dell’appassimento trova una delle sue massime espressioni nel Fruttaio di Tregnago, situato sulla sommità della collina di Roccolo. Qui, le condizioni di frescura e ventilazione naturale permettono alle uve di disidratarsi lentamente e in modo equilibrato, seguendo il ritmo delle stagioni. I grappoli vengono disposti in casse e catalogati per varietà, data di vendemmia e provenienza, restando in fruttaio fino a quando la natura compie il proprio lavoro. Ogni passaggio è monitorato con attenzione, garantendo un controllo meticoloso sulla qualità e sulla concentrazione naturale delle sostanze aromatiche e gustative.


Ø  Tenuta Le Civaie – Lugana

Estensione: 40 ettari

Composizione suolo: argilloso bianco e morenico Produzione: Lugana DOC

Collocata tra Pozzolengo e Desenzano, la Tenuta Le Civaie si affaccia sulle sponde meridionali del Lago di Garda, in un territorio modellato da glaciazioni e bonificato in epoca medievale. I suoli argillosi e morenici conferiscono ai vini struttura e mineralità, mentre le brezze lacustri donano freschezza e finezza aromatica. Ne nasce un Lugana elegante e longevo, vinificato esclusivamente in acciaio per preservare il carattere deciso dell’uva Turbiana, autoctona e ricca di sapidità e acidità.

Diego Cottini ha affrontato con curiosità e tenacia la sfida di esaltarne l’identità, studiando ogni dettaglio in cantina per valorizzarne la capacità evolutiva. Le diverse espressioni della Turbiana, influenzate da suoli più limosi o sabbiosi e dalle esposizioni dei vigneti, donano sfumature uniche al vino. La Tenuta Le Civaie rappresenta così un perfetto equilibrio tra eleganza, precisione e profondità territoriale.

In ogni tenuta, il rispetto per la terra e la valorizzazione della biodiversità guidano il lavoro quotidiano, dando vita a vini che raccontano con autenticità la ricchezza dei territori d’origine.



 

 

I quattro vini iconici, espressione della visione di Diego Cottini e dei territori

La produzione della cantina nasce da una visione fondata sulla ricerca, sulla conoscenza dei territori e sul coraggio di sperimentare. Attraverso quattro vini emblematici, Diego Cottini racconta un percorso imprenditoriale e umano che attraversa ambienti e denominazioni diverse, valorizzando le specificità di ogni terroir e traducendole in vini di forte identità, capaci di coniugare tradizione, innovazione e continuità familiare.

 

 

Ø  Oltremonte


Oltremonte si apre nel calice con una luminosità dorata. Il profilo aromatico è ampio e stratificato: la freschezza balsamica delle erbette di montagna e dei fiori di campo si intreccia a note di frutta gialla succosa, con richiami solari e tropicali che invitano al sorso. Al palato è teso ed energico, sostenuto da una vibrante freschezza e da una decisa impronta minerale che ne allunga la beva, definendo un carattere profondamente montano.

Questa espressione nasce sui pendii del Monte Baldo, a 900 metri di altitudine, dove la viticoltura si spinge oltre i confini tradizionali. Qui, dove l’aria è costantemente fresca e pura, il sole batte su un suolo chiaro di antico calcare, residuo di un fondale marino emerso milioni di anni fa. È in questo

equilibrio tra luce intensa ed escursioni termiche marcate che il Sauvignon trova le condizioni ideali per esprimere freschezza, precisione aromatica e profondità.

Il vigneto è un corpo unico di 8 ettari nel comune di Caprino Veronese, immerso in un ecosistema integro e biodiverso, tra boschi e prati incolti. I venti, freschi dalla cresta del Monte Baldo e miti dal lago di Garda, accompagnano la maturazione delle uve, mentre la straordinaria ricchezza botanica, che alterna flora mediterranea e montana, ha valso a questo territorio il nome di Hortus Europae. Da questo contesto nasce Oltremonte: un vino che racchiude la tenacia, la luce e la freschezza della montagna.

 

Un vino indicato per chi ama vivere all’aria aperta, cerca autenticità e benessere e riconosce nel vino un’espressione di natura, sostenibilità e condivisione consapevole.


Ø   Lugana


La gestione attenta dell’uva Turbiana e il lavoro meticoloso di Diego Cottini in cantina hanno dato vita a un Lugana capace di coniugare precisione espressiva ed eleganza, con una spiccata attitudine all’evoluzione nel tempo. È un bianco che racconta il territorio con profondità e misura, valorizzando freschezza, sapidità e complessità aromatica senza mai perdere equilibrio. Nel calice si presenta dorato, attraversato da luminosi riflessi smeraldo; al naso emergono note iodate, sentori di erbe aromatiche, zest di agrume e frutta gialla matura, con un delicato accenno di pepe bianco. Il sorso è energico e appagante, sostenuto da una sapidità profonda che accompagna una trama setosa, quasi cremosa e una lunga persistenza fresca e citrina.

Questa personalità unica nasce dal legame profondo della famiglia Cottini con il Lago di Garda: già negli anni ’60 il padre di Diego, Raffaello, aveva intuito il potenziale del territorio, acquistando la tenuta di Caprino e apprezzandone clima, suolo e bellezza. Da allora germogliava il sogno di coltivare queste pendici, concretizzatosi solo una decina di anni fa. A ricordare quell’attaccamento resta uno stemma araldico con la scritta “in ricordo di Sirmione”, oggi ripreso nell’identità visiva della Tenuta Le Civaie, simbolo dell’eredità affettiva che unisce la famiglia a questa terra.

 

Un vino indicato per un pubblico giovane, urbano e cosmopolita, che ama l’eleganza spontanea, le atmosfere senza tempo e le storie autentiche, e che sceglie il vino come espressione di stile, bellezza e identità.

 

 

Ø  Calinverno


Calinverno si presenta con un colore rosso rubino intenso. Al naso sprigiona profumi polposi di frutta rossa matura, in particolare ciliegia, prugna e lampone, accompagnati da note di rosa vermiglia e da un delicato intreccio speziato, frutto di un affinamento in botte di 24 mesi. Il sorso è profondo e ritmato: le sensazioni morbide e avvolgenti, originate dalla surmaturazione delle uve, si alternano a una freschezza sapida che sostiene la beva e ne definisce l’equilibrio.

Questo carattere nasce da una tecnica antica e naturale, la surmaturazione in pianta, resa possibile solo in condizioni ambientali molto particolari. Quando arrivano i primi freddi autunnali e sui grappoli si forma la calaverna, una sottile brina


notturna, le uve restano appese ai filari e iniziano a concentrarsi lentamente, perdendo parte dell’acqua e intensificando aromi e struttura. È un processo che richiede osservazione quotidiana e un ambiente costantemente ventilato.

L’intuizione di Diego Cottini è stata applicare questa tecnica nell’Anfiteatro Morenico di Rivoli Veronese, dove i suoli ricchi di ciottoli garantiscono un drenaggio naturale e l’aria circola senza sosta. Le uve utilizzate sono quelle a bacca rossa tipiche del territorio (corvina, corvinone e rondinella) arricchite da piccoli apporti di cabernet e croatina, dando vita a un vino che unisce intensità, eleganza e tensione gustativa.

 

Un vino indicato per chi è curioso e sensibile alle storie, ama le esperienze autentiche e coinvolgenti, e vive il vino come un piacere lento, da condividere e raccontare, espressione di passione, identità e artigianalità.

 

 

Ø  Amarone


Nel calice si presenta con un rosso granato profondo. Il profilo olfattivo è intenso e stratificato: emergono inizialmente note speziate e avvolgenti di liquirizia, cuoio e tabacco, seguite da ricordi di frutta scura in composta, tra cui mora, lampone e ciliegia matura. Il sorso è caldo e possente, sostenuto da una trama tannica levigata e da una profonda sapidità, ravvivata dall’acidità dei piccoli frutti neri e da un elegante soffio balsamico che richiama eucalipto, resina e radice, accompagnando con continuità tutta la beva.

Questa espressione nasce nel Cru Zovolo, sulle colline di Tregnago, in Valpolicella Orientale, dove i vigneti si estendono per 12 ettari a 450 metri di altitudine. L’esposizione a sud, la protezione dei Monti Lessini e la presenza di ampie aree

boschive creano un microclima unico, capace di imprimere al vino freschezza e una marcata impronta balsamica. I suoli di marna chiara e calcare attivo spingono le radici in profondità, conferendo concentrazione, tensione acida e complessità aromatica.

All’interno della tenuta, le uve selezionate appassiscono lentamente nel fruttaio per quasi

100 giorni, secondo una tradizione che richiede forti escursioni termiche e grande attenzione. È un processo che preserva l’integrità del frutto e ne amplifica l’espressività, scolpendo nel tempo una struttura profonda e armonica.

Questo vino nasce da una storia centenaria che lega la famiglia Cottini alla Valpolicella. All’inizio degli anni Duemila, Diego ha scelto di raccoglierne l’eredità reinterpretando l’Amarone in chiave contemporanea: un grande classico capace di parlare il linguaggio di oggi, senza rinunciare alla propria anima.


Un vino indicato per chi è riflessivo e ama prendersi il tempo per ascoltare storie, apprezza l’equilibrio tra tradizione e nuove interpretazioni, e vive il vino come un gesto di bellezza e contemplazione da condividere con chi sa ascoltare.
















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