Enrica Capone al Museo Emilio Greco di Sabaudia ( LT ) dal 12 settembre
Divenire. Dalla materia alla parola
mostra di Enrica Capone
a cura di Silvia Filippi
Inaugurazione 12 settembre ore 17.30
Museo Emilio Greco
Sabaudia (LT)
«Negli stessi fiumi entriamo e non entriamo, siamo e non siamo»
Eraclito, ‘Sulla natura’
Il divenire è il principio che orienta la mostra “Divenire. Dalla materia alla parola” dell’artista Enrica Capone, a cura di Silvia Filippi, al Museo Emilio Greco di Sabaudia, (LT), dal 12 al 27 settembre 2026. Un progetto di Accademia di Ecologia, Arte Riarteco APS e Galleria Purificato.Zero, realizzato grazie al contributo della Regione Lazio.
Più che un tema espositivo, l’idea del divenire rappresenta il criterio attraverso cui interpretare il rapporto tra arte, patrimonio e comunità. La trasformazione diventa il filo conduttore del percorso con la materia che si tramuta in forma, la forma in segno, il segno in parola, la parola in memoria condivisa.
“La mostra di Enrica Capone è un dispositivo di mediazione culturale, capace di mettere in relazione opere, paesaggio, comunità e visitatori che si alimentano reciprocamente. Le opere di Emilio Greco, il lavoro di Enrica Capone, il paesaggio del Lago di Paola e il coinvolgimento della comunità compongono un unico racconto, aperto al dialogo tra tradizione e contemporaneità” dichiara la curatrice e storica dell’arte Silvia Filippi.
Il museo è partecipe di questo processo, affermandosi come luogo di relazione, ricerca e produzione culturale. Il patrimonio, in esso conservato, non coincide soltanto con l'insieme delle opere, ma continua a vivere attraverso le relazioni che genera tra passato e presente, tra ricerca e partecipazione, tra conoscenza specialistica ed esperienza del pubblico. Una visione, questa, che si inserisce nel dibattito della museologia contemporanea, che riconosce il museo come istituzione aperta e al servizio della società.
Il progetto espositivo nasce proprio con l’obiettivo di proporre un percorso in cui patrimonio, paesaggio e comunità costituiscano un'unica esperienza culturale, che prende forma dal dialogo tra l'opera di Emilio Greco, il paesaggio di Sabaudia e la ricerca artistica di Enrica Capone. Il legame tra Emilio Greco e Sabaudia rappresenta un punto nodale del progetto. La donazione di una parte delle sue opere e la scelta di essere sepolto in questa terra testimoniano un rapporto che affida alla comunità la responsabilità di custodirne l'eredità artistica e culturale. Anche il Lago di Paola, visibile dalle sale espositive, entra a far parte del percorso come naturale estensione del museo, ampliando il dialogo tra patrimonio culturale e patrimonio naturale.
Enrica Capone
Architetto e artista, vive e lavora a Roma. La sua ricerca nasce dallo studio delle tecniche tradizionali del disegno e della pittura e si sviluppa attraverso una sperimentazione dei linguaggi della materia, intesa come luogo di memoria, esistenza e trasformazione. L’esercizio del disegno e della pratica pittorica, maturato fin dagli anni della formazione, rappresenta il fondamento di una ricerca che non ha mai rinnegato il sapere artigianale, ma lo ha assunto come punto di partenza per una progressiva libertà espressiva. L'osservazione della natura la conduce verso un linguaggio nel quale pigmenti naturali, sabbie silicee e di quarzo, vetro, lamine di piombo ossidate e fili di juta diventano strumenti di una narrazione affidata alla materia. Ogni elemento conserva le tracce del tempo e racconta una storia: le superfici ossidate generano immagini con cui dialogare, mentre i fili intrecciati richiamano il gesto antico della tessitura, memoria del lavoro e del racconto femminile.
Presente nel 2011 alla 54ª Biennale di Venezia, Enrica Capone ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, collaborando con istituzioni culturali, musei e gallerie. Nel 2024 e 2025 l’artista è stata selezionata per il Salon Art Capital presso il Grand Palais di Parigi.

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