Festival della comunicazione edizione 13 a Camogli 10/13 settembre
Festival della Comunicazione 2026:
online il programma completo della 13esima edizione
da giovedì 10 a domenica 13 settembre, a Camogli
Quattro giorni di incontri, spettacoli e dialoghi per interpretare il presente
all’insegna del Coraggio: oltre 100 eventi gratuiti e 160 ospiti
tra geopolitica, intelligenza artificiale, scienza, storia e nuove generazioni.
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È online il programma completo della tredicesima edizione del Festival della Comunicazione, a Camogli da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2026. Un palinsesto che, con oltre 100 eventi - tutti gratuiti - e più di 160 ospiti, si distingue non solo per l’ampiezza dell’offerta, ma soprattutto per l’ambizione condivisa dai relatori: offrire contributi originali, autorevoli e profondamente attuali sulle grandi questioni del nostro tempo. A fare da filo conduttore è il tema del Coraggio, declinato lungo tutto il programma come responsabilità di comprendere, scegliere e agire. Il Festival è diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, organizzato da Frame e dal Comune di Camogli, con la Regione Liguria e la Città Metropolitana di Genova e il patrocinio della Commissione Europea.
Ad aprire il Festival, giovedì 10 settembre alle ore 17:00, sarà la lectio inaugurale di Paolo Mieli, che con“Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato” ci introduce al secolo che abbiamo alle spalle: preceduto da centocinquant’anni di incubazione di quel mix di progresso e violenza, si sta rivelando più lungo di quel che credevamo. La riflessione su politica internazionale e geoeconomia prosegue nei giorni successivi con appuntamenti di primo piano, tra cui il confronto di domenica pomeriggiocon Federico Fubini, Mara Gergolet, Viviana Mazza e Gilles Gressani (“L’Italia e l’Europa nel secolo delle nuove superpotenze”), e con voci autorevoli come Andrea Riccardi (sabato pomeriggio, “Il coraggio della pace”), Massimo Gaggi insieme a Paolo Mieli nella rassegna stampa sull’11 settembre (venerdì mattina) e Federico Rampini, protagonista anche dell’incontro “New York, 11 settembre 2001: io c’ero” (sabato pomeriggio) con Marco Bucci e moderato da Michele Cagiano.
Un secondo grande filone riguarda le opportunità, i rischi e le implicazioni dell’intelligenza artificiale, affrontati in una pluralità di prospettive. Venerdì mattina Paolo Benanti propone una riflessione su etica e tecnologia (“Il coraggio del giusto”), mentre giovedì sera Mariarosaria Taddeo si concentra sulla governance e sul ruolo strategico dell’etica dell’intelligenza artificiale per promuovere stabilità e sostenibilità (“Il coraggio di deliberare. La democrazia ai tempi del digitale”). Domenica il dialogo tra Alessandra Perrazzelli e Brando Benifei entra nel merito normativo (“La regolamentazione della IA richiede coraggio, strategia, determinazione”), mentre sabato mattina Nello Cristianini, con Gianluca Dotti, analizza le sfide legate alla comprensione delle macchine (“Forma mentis”).
Il Festival ribadisce con forza anche l’importanza della conoscenza storica come chiave interpretativa del presente. Giovedì pomeriggio Stefano De Martino racconta il coraggio dell’archeologia con “Schliemann a Troia” guardando anche al cinema contemporaneo e all’Odissea di Christopher Nolan, mentre sabato pomeriggio Alessandro Barbero affronta “Il coraggio dei cavalieri medievali”. Numerosi gli appuntamenti dedicati alla storia contemporanea e alla memoria: Miguel Gotor sugli anni Settanta, Marcello Flores con Mara Gergolet su “Mein Kampf oggi”, i dialoghi tra Gherardo Colombo e Umberto Ambrosoli (“Il coraggio di un uomo contro”), tra Franco Currò e Giovanni Mari (“Il coltello della memoria”), la lectio di Enrico Mentana (“Il coraggio di fare informazione”), la riflessione di Maurizio Ferraris sulla frase coraggiosa “We shall never surrender”, fino al dialogo tra Pietro Senaldi e Severino Salvemini, dal titolo “Il coraggio dei numeri. Sveglia! Le bugie che ci impoveriscono, le verità che ci arricchiranno”. In evidenza anche gli incontri dedicati al calcio – “Perché il calcio racconta il mondo” con Aldo Cazzullo e Pierluigi Pardo, poi “La Serie A oggi e domani” con Luigi De Siervo, Fabio Capello, Fabio Galante e Lorenzo Dallari – e quelli di Ferruccio De Bortoli sul coraggio dei numeri, insieme a Veronica De Romanis(“L’economia della paura. Perché conservando si arretra”) e a Carlo Cottarelli (“L’economia facile”), per arrivare a Walter Veltroni in dialogo con Severino Salvemini (“Il bar di Cinecittà”) e a “Il coraggio di denunciare. Come contrastare la disparità di genere”, con Letizia Mazzi e Fabio Roia.
Grande attenzione è riservata ai giovani, alla scuola e al disagio contemporaneo. Giovedì pomeriggioMassimo Ammaniti apre questo filone con “Il coraggio di essere timidi”, seguito venerdì mattinada Enrico Galiano (“Il coraggio di insegnare”). Domenica mattina Matteo Lancini affronta il tema del consenso e delle relazioni (“Il coraggio di sapere dire di sì”), mentre sabato mattina il dialogo tra Stefano Rossi e Laura Fumagalli riflette sul rapporto tra genitori e figli. A chiudere idealmente questo percorso, domenica mattina, Paolo Crepet con “Il coraggio di essere sé stessi”.
Il palinsesto dedicato a editoria e scrittura si arricchisce quest’anno di appuntamenti di silent reading, ospitati nella nuova e affascinante cornice della Terrazza di Castel Dragone e realizzati in collaborazione con il Gruppo di lettura di Camogli e con la Biblioteca La Millenaria di Ruta di Camogli, oltre a incontri con i booktoker Libriconfragole e Gaia Lorusso e con alcuni dei nomi più amati della narrativa contemporanea: dal giallo e noir di Maurizio De Giovanni e Alessandro Robecchi ai romanzi di Alessia Gazzola, che terrà una lectio sulle eroine che si salvano da sole dal mito fino a oggi, da “La cura” con Fabio Genovesi e Concita De Gregorio fino a Davide Lorenzo Palla e Roberto Cotroneo. Stefania Auci, inoltre, riceverà il Premio Comunicazione 2026.
La scienza e la ricerca, tratto distintivo del Festival della Comunicazione, si sviluppano lungo tutto il programma in un dialogo continuo tra passato e futuro. Giovedì pomeriggio Telmo Pievani propone una riflessione sull’evoluzione (“Se non c’eri non c’ero”), mentre venerdì mattina Guido Barbujani affronta il tema dei limiti della scienza. Sabato pomeriggio l’incontro “Neanderthal: così è se vi pare” con Sahra Talamo, Giorgio Manzi e Andrea Picin unisce rigore scientifico e divulgazione. Domenica mattina Amedeo Balbi e Rodolfo Zunino portano il pubblico nello spazio con “Il silenzio degli spazi infiniti”, mentre subito dopo Giorgio Metta e Gianluca Mercuri riflettono sull’innovazione con “Il coraggio d’inventare il futuro”.
Accanto ai contenuti, il Festival valorizza il ruolo della formazione universitaria e della ricerca avanzata, con numerosi appuntamenti realizzati insieme a Università di Genova, IULM, INFN e INAF: tra questi, giovedì sera “Rettori coraggiosi” con Federico Delfino e Antonio Uccelli intervistati dall’inviata del Financial Times Silvia Sciorilli Borrelli, e un calendario speciale di incontri dedicati a giovani ricercatori e nuove frontiere scientifiche. Non manca il confronto con il mondo economico e produttivo: venerdì mattinamanager e protagonisti dell’impresa – tra cui Carlo Luzzatto, Luigi Ferraris e Paola Boromei – discutono di infrastrutture, innovazione e resilienza, mentre altri incontri affrontano le trasformazioni del lavoro e il rapporto tra uomo, AI e automazione
Il programma è arricchito da un’ampia varietà di formati e linguaggi: dalle lectio magistralis tra cui Aldo Cazzullo (giovedì sera) e Beppe Severgnini (venerdì mattina) agli spettacoli e alle performance. Tra questi, il “Concertino tra scienza e canzoni” con Lorenzo Baglioni e Mario Tozzi (venerdì sera), la comicità di Tommy Cassi e Vittorio Pettinato (sempre venerdì sera), gli interventi di Stefano Massini (venerdìpomeriggio) e Luca Bottura (sabato sera), fino agli appuntamenti dedicati alla lettura, come gli incontri con autori e creator e i silent reading - novità di quest’anno, per un’esperienza collettiva di tempo condiviso.
A chiudere idealmente il percorso dell’edizione 2026 è il riferimento all’eredità intellettuale di Umberto Eco, nell’anno del decimo anniversario dalla scomparsa: un pensiero che continua a interrogare il presente, richiamando all’importanza della memoria, della cultura e dello spirito critico nell’affrontare le innovazioni più radicali. A lui è dedicato, giovedì sersa, lo spettacolo “Il coraggio di un incontro” con Gianni Coscia e Roberto Cotroneo.
A rendere possibile la tredicesima edizione del Festival della Comunicazione, con eventi tutti gratuiti come sempre, sono anche aziende e realtà italiane di rilievo che, in qualità di partner, affiancano l’iniziativa contribuendo con il loro supporto e la loro identità distintiva a creare ponti fertili tra cultura, economia, società e mondo dell’impresa. Tra queste Banca Passadore, Fondazione Carige, Basko, MyEdu, Amgen, A2A, RINA, BonelliErede, Lega Calcio SerieA, Costa Edutainment, WindTre e Camera di Commercio di Genova, a cui si aggiungono i partner scientifici e legati alla formazione: Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN, Istituto Nazionale di Astrofisica INAF, Università di comunicazione e lingue IULM, Università di Genova UniGe e Dipartimento DITEN, gli Istituti Tecnologici Superiori ITS della Liguria. Un ringraziamento particolare va al Teatro Sociale, che ospita alcuni degli incontri del Festival della Comunicazione.
Tutte le iniziative sono gratuite e aperte al pubblico fino a esaurimento posti




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