Thomas Riess da Violetti Arte Contemponea a Siena

Violetti Arte Contemporanea presenta THOMAS RIESS. BEHIND THE CURTAIN, a cura di Francesco Savini ed Elena Violetti. In Mostra una selezione di importanti opere dell’Artista che toccano alcuni dei temi cardine della sua ricerca. I lavori esposti, nati per contesti specifici, aprono uno sguardo sulla complessa produzione di Riessdai ritratti simbolici e surreali ai paesaggi evocativi che affondano le radici nella memoria personale, fino ai viaggiatori del tempo, figure enigmatiche provenienti da un futuro incerto.

BEHIND THE CURTAIN pone domande urgenti: quanto della nostra realtà è determinato da ciò che è virtuale, costruito, illusorio? In un’epoca dominata dalla rappresentazione di sé attraverso i social media, dove la messa in scena ha spesso sostituito l’identità, i volti che Riess ci propone – distorti, muti, irriconoscibili – ci costringono a confrontarci con l’instabilità dell’io e con la crisi dell’autenticità. I protagonisti di Thomas Riess si muovono tra ciò che è e ciò che appare, tra esperienza e ricordo, tra prevedibile e imprevedibilePrivati di un centro, sono al tempo stesso affascinanti e perturbanti: metafore visive della nostra vulnerabilità e della transitorietà dell’esistenza.

Spazio importante, all’interno dell’esposizione, è dedicato all’opera video I AM I AM NOT, presentato alla Biennale di Venezia nel 2013. Composto da 2730 fotografie, il lavoro riflette sui processi di trasformazione nel tempo, mescolando immagini, memorie personali e materiali visivi stratificati. Accanto al video, viene esposto anche il lavoro a tecnica mista da cui è nato il progetto: una sorta di cronologia visiva, una narrazione apertache incarna pienamente la poetica di Riess. In questa prospettiva, anche le opere più astratte sembrano frammenti di pellicola, fotogrammi sfocati di una realtà parallela, tradotti in pittura. Ogni immagine si fa allora soglia, uno spiraglio fugace nel mondo incantato – e inquietante – dell’artista.

Con lo sguardo puntato sull’essere umano e sul suo rapporto con iltempo e la realtà, Thomas Riess indaga le contraddizioni di un mondo costruito all’interno di una dimensione multimediale. La sua pratica artistica, che spazia tra mixed media, pittura e video, analizza e rielabora visivamente una realtà apparentemente perfetta ma fondamentalmente artificiale, che l’artista decostruisce e ricompone in immagini destabilizzanti, dense di ambiguità e senso critico.

Al centro del suo lavoro c’è il volto umanosoggetto che Riess frammenta, trasfigura o dissolve, spesso partendo da un linguaggio fotorealistico per poi sovvertirne i codici. Attraverso queste rotture visive, l’artista sposta il fuoco dell’osservazione dalla figura al linguaggio stesso della pittura, sottolineando come ogni immagine – anche la più realistica – sia in definitiva un’illusione, una costruzione.

Friedrich Nietzsche scrive che “non c’è superficie bella senza una terribile profondità”. Il lavoro di Thomas Riess riflette proprio su questa oscillazione, all’interno della quale l’uomo contemporaneo naviga, come in balia dellonde, tra una volontà di apparire – unico modo – apparentemente – di abitare il mondo, e il bisogno di cercare qualcosa di più profondo, che permanga nel tempo, che lo caratterizzi e non sia effimero. D’altra parte le “grandi narrazioni” non sono mai finite. Il rischio è quello di ritrovarsi bloccati in un circolo vizioso, in un eterno presente, che non guarda più in maniera progettuale al futuro, ma che si accontenta della soddisfazione momentanea, della visibilità, spesso illusoria, e di momenti di gloria effimeri. Riess lavora sul senso di straniamento e di angoscia che questo sistema alimenta per l’uomo contemporaneonon con rassegnazione, ma con lo spirito proprio dell’arte di risvegliare dai sonni dogmatici, di ridestare il senso critico e la capacità di immaginare un futuro diverso. 

Il rapporto tra profondità e superficie, tra illusione, verità e inganno, sono temi che fanno riflettere l’uomo da sempre. Lo sapevano bene i greci, che amavano l’illusione e amavano la superficie, perché essa per loro era tutt’altro che superficiale. La superficie della bellezza, racchiusa nell’estetica apollinea, ha conosciuto la dimensione tragica del dionisiaco, la profondità dell’abisso, che in primo luogo, come ci ricorda il tedesco, è abgrund – assenza di fondamentoL’essere superficiali era, pertanto, il riflesso dell’essere profondi, dell’aver conosciuto il buio degli abissi ed esserne usciti per sopportarne la terribilità

Thomas Riess, ci ricorda quindi come l’essenza di una vita autentica non risieda nella spasmodica ricerca dell’apparire, nella fugacità del momento, ma nel tornare a prendere contatto con quegli elementi dell’abisso che ci caratterizzano e che costantemente si mostrano nella superficie. 

 

Violetti Arte Contemporanea promuove l’Arte Contemporanea Internazionale, incoraggiando nuove forme di scambio culturale, in un’ottica di continua evoluzione.

La Galleria viene fondata a Siena nel 1997 da Irina Biale ed Edgardo Cerruti, come Biale Cerruti Art Gallery. Nel corso di questi anni la Galleria ha lavorato per favorire un dibattito di carattere estetico, per riagganciare l’arte alla vita, per promuovere la conoscenza della contemporaneità, difendendo le peculiarità e la libertà di espressione. Pur rimanendo fedele al programma iniziale, la Galleria ha cercato di cogliere i mutamenti dell’arte ed è forse questa una delle caratteristiche che ne ha favorito la longevità, cioè la capacità di mantenere fede agli assunti originali, evolvendosi continuamente.

Nel 2020 la direzione passa a Elena Violetti, figlia della fondatrice, fortemente orientata a leggere e cogliere i mutamenti dell’arte, in un delicato equilibrio tra il continuo rinnovamento e la chiara identità artistica.

Il 3 giugno 2023 viene inaugurata la nuova sede espositiva nella via principale di Siena, tra Piazza del Campo e il Duomo, a pochi passi dall’Accademia Chigiana. Tramite questa scelta, la Galleria vuole scrivere un nuovo capitolo della sua storia, forte del percorso tracciato durante i 25 anni di attività ma con uno sguardo cosciente verso il domani. In una città ancorata al passato e alla tradizione, la presenza di una Galleria d’arte contemporanea è una necessità per osare un confronto, per favorire un dibattito, per fare cultura.

Il ruolo della Galleria vuole essere quello di rappresentare, sostenere e supportare il lavoro di artisti emergenti italiani e internazionali accanto a nomi conosciuti, creando un vitale dialogo di idee.

Lo spazio della Galleria è un luogo dinamico e trasversale, aperto alla sperimentazione e alla ricerca e vuole essere la base per lo sviluppo di nuove idee nel panorama dell’arte contemporanea ospitando mostre con un approccio site-specific e un attento progetto curatoriale.

La prerogativa della Galleria è quella di lavorare verso la creazione di un dialogo aperto sulla stretta attualità, sulla società e sul ruolo dell’individuo all’interno di essa, presentando progetti espositivi di carattere interdisciplinare e mettendo insieme sfere di creatività e culture differenti.

 

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