Dal 13 gennaio al Teatro Parenti Stabat Mater prima regia teatrale di Luca Guadagnino
Sala Blu
Dal 13 al 18 Gennaio 2026
STABAT MATER
di Antonio Tarantino
con Fabrizia Sacchi
regia Luca Guadagnino
produzione Argot Produzioni, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito,
in co-produzione con Teatro delle Briciole – Solares Fondazioni delle Arti e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro
Durata 1 ora
Luca Guadagnino alla sua prima regia teatrale dirige - con Stella Savino - una magistrale Fabrizia Sacchi, dolorosamente autentica, in Stabat Mater, celebre testo di Antonio Tarantino.
In scena - nella Sala Blu del Teatro Franco Parenti dal 13 al 18 Gennaio - un monologo intenso e dolorosamente comico che vede protagonista Maria Croce, una donna sola, emigrata dal Sud a Torino, che urla, vomita al mondo – e soprattutto all’amore della sua vita, “Giuvà” – la sua disperazione. E lo fa nel suo dialetto, il napoletano, con una divertente e agghiacciante litania che non risparmia nessuno: tutti sono coinvolti nel mistero della sua vita. Il muro di parole con cui la donna ci investe si fa preghiera di eternità e di redenzione per sé, per suo figlio in carcere e per tutto il presepio di personaggi dannati a cui si rivolge.
Stabat Mater è una preghiera di origine medievale che fa riferimento alla permanenza di Maria di Nazareth ai piedi della croce del Cristo, titolo ricorrente in letteratura e in arte, topos metaforico di una condizione di sofferenza estrema che designa il lato profondamente umano dell’episodio evangelico.
Tarantino, con la sua scrittura allo stesso tempo teatrale e antiteatrale, politicamente scorretta, incontinente, ci consegna un monologo feroce e lirico.
Stabat Mater è una preghiera di origine medievale che fa riferimento alla permanenza di Maria di Nazareth ai piedi della croce del Cristo, titolo ricorrente in letteratura e in arte, topos metaforico di una condizione di sofferenza estrema che designa il lato profondamente umano dell’episodio evangelico.
La Madre che sta ai piedi del figlio morente è parte fondante dell’iconografia e della stessa religione cristiana, ma è anche – in termini laici – simbolo della maternità che vive la innaturale situazione di vedere un figlio morire dinanzi ai propri occhi.
La scrittura è forte, compatta e concentrica, piena di malaproprismi linguistici, commistioni dialettali, frasette ripetute a loop che conferiscono alla Maria tutta la sua popolana irriverenza.
LUCA GUADAGNINO
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, noto per il suo stile raffinato e visivamente elegante. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale con film come Io sono l'amore e Chiamami col tuo nome, quest'ultimo premiato con l'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Guadagnino è apprezzato per la sua capacità di esplorare temi complessi come l'identità, il desiderio e le relazioni umane, con un'attenzione particolare ai
dettagli estetici e all'ambientazione. Ben accolte da pubblico e critica le sue ultime due pellicole: Challengers e Queer, quest’ultima in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2024. Con StabatMater, Guadagnino firma la sua prima regia teatrale. Il regista sta lavorando inoltre a un progetto cinematografico ispirato a Camere separate di Tondelli, tracciando così percorsi paralleli tra teatro e cinema, tra Antonio Tarantino e Pier Vittorio Tondelli.


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