Alla scoperta della Valchiavenna un luogo incantevole
Il tour è iniziato con la visita a Palazzo Vertemate Franchi, splendido capolavoro rinascimentale situato a Prosto di Piuro, a soli due chilometri da Chiavenna sulla strada per St. Moritz. Costruito nella seconda metà del XVI secolo dai fratelli Guglielmo e Luigi Vertemate Franchi - membri di una delle famiglie più facoltose di Piuro attive in floride imprese commerciali - il palazzo è l’unico edificio del complesso ad essere sopravvissuto alla devastante frana del 1618, che seppellì il borgo insieme a molti dei suoi abitanti.
La facciata è sobria ed elegante, circondata da ampi spazi esterni funzionali, tra cui un giardino all’italiana con peschiera e balaustra a doppia esedra. La proprietà comprende inoltre un frutteto, un vigneto, un castagneto, un orto e una serie di edifici rustici fondamentali per le attività agricole, come il torchio e la ghiacciaia. All’interno, pareti e soffitti a volta sono riccamente affrescati con ampie scene mitologiche, in particolare ispirate alle Metamorfosi di Ovidio. Le stüe rivestite in legno e i soffitti intarsiati rappresentano tra le meraviglie più straordinarie del palazzo.
Una sosta golosa alla scoperta di una specialità locale, il tradizionale Biscutin de Prost della Valchiavenna, e visitato il laboratorio artigianale di lavorazione della pietra ollare di Roberto Lucchinetti, immergendovi così nella tradizione artigianale del territorio. La pietra ollare (nota anche come steatite) è una roccia tenera e resistente al calore, diffusa nell’Italia settentrionale, in particolare in Valtellina e nelle Alpi. Da secoli viene utilizzata per realizzare stufe, utensili da cucina, camini e sculture, grazie alla sua capacità di trattenere e rilasciare lentamente il calore. Gli artigiani la modellano in pentole, padelle, piatti e oggetti decorativi. Facile da scolpire ma estremamente durevole, è ideale per la lavorazione tradizionale. La sua superficie liscia, quasi saponosa, e il colore grigio-verde la rendono immediatamente riconoscibile. Ancora oggi, la pietra ollare rappresenta un simbolo dell’artigianato locale e del patrimonio alpino.
La mattinata si è conclusa con un pranzo a base di prodotti e piatti tipici valtellinesi in un tradizionale crotto della Valchiavenna (https://www.crottoubiali.it/). Ciò che rende unici i crotti della Valchiavenna rispetto alle tradizionali cantine è la loro formazione da accumuli di massi franati e la presenza del sorel, una corrente d’aria naturale che mantiene la temperatura pressoché costante. Questo è il segreto che li rende ideali per la conservazione di vini, salumi e formaggi, specialità locali di cui il territorio è ricco.
Nel pomeriggio, a Chiavenna, una cittadina alpina raccolta e autentica. Con origini risalenti all’epoca romana, è stata a lungo un importante centro di scambi e transito tra l’Italia e il Nord Europa. Il suo centro storico è caratterizzato da vicoli stretti, palazzi eleganti, giardini e chiese. Circondata da vallate spettacolari, cascate e sentieri escursionistici, Chiavenna rappresenta una base ideale per scoprire le bellezze naturali delle Alpi.
Infine, il tour si è concluso con una degustazione di vini presso Mamete Prevostini, rinomato produttore e storica cantina valtellinese. La famiglia produce vino sui terrazzamenti vitati della zona dalla metà degli anni Quaranta. Oggi Mamete Prevostini, nipote del fondatore, guida l’azienda realizzando vini eleganti e di alta qualità principalmente da uve Nebbiolo (localmente note come Chiavennasca), tra cui prestigiosi Valtellina Superiore DOCG e Sforzato di Valtellina. Mamete è molto apprezzato per la sua raffinata interpretazione dei vini valtellinesi e la sua cantina ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti dalle principali pubblicazioni di settore.





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