 | Kiefer. Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view © Ela Bialkowska, OKNO Studio |
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Tra le Alchimiste un ruolo centrale, anche alla luce dello speciale legame con la città, occupa Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano, dove visse la sua giovinezza, scienziata, condottiera e autrice di un raro manoscritto contenente più di 450 ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche. Accanto a Caterina anche Isabella Cortese, a cui è attribuito uno dei più celebri libri di segreti del Rinascimento; Kleopatra, una delle pochissime donne a cui le fonti greche attribuiscono un ruolo autoriale nella tradizione alchemica; Cristina di Svezia, figlia di Gustavo II Adolfo Vasa e di Maria Eleonora di Brandeburgo, che trasformò Stoccolma in un centro di mecenatismo europeo; Margaret Cavendish, una delle pochissime filosofe del Seicento autrice di opere che intrecciavano metafisica, poesia e scienza; Mary Anne Atwood, figura chiave della ricezione “spirituale” dell’alchimia nell’Ottocento inglese; Perenelle Flamel, ricca benefattrice, collaboratrice e moglie dell’alchimista Nicolas Flamel; Marie Meurdrac, chimica autodidatta e pioniera della divulgazione scientifica femminile; Anne Marie Ziegler, alchimista di corte nella Germania riformata condannata al rogo nel 1575 per le sue teorie ritenute scellerate e tracotanti; Sophie Brahe, figura-ponte tra cultura cortigiana e laboratorio.
Interpretando il pensiero alchemico come un percorso di passione, morte e rigenerazione — in cui la materia, come lo spirito, attraversa la distruzione per rinascere in una nuova forma — Kiefer riesce a ridare voce, corpo e autorità a un sapere femminile a lungo rimosso, sottraendo le alchimiste a secoli di damnatio memoriae e riconoscendo nel loro operare una profonda affinità con il proprio processo creativo.
Come sottolinea Natacha Fabbri nel suo contributo presente in catalogo, «l’allestimento frammenta e moltiplica le donne di questi teleri in un caleidoscopio di immagini che si ricompongono in modalità sempre diverse, che generano meraviglia attraverso il gioco di riflessione creato dagli specchi della Sala delle Cariatidi e dalle imponenti tele. […] In questo spazio scisso e solenne, il visitatore non è più spettatore, ma si trova immerso nel processo trasmutatorio: riflesso, frammento, eco di una trasformazione che lo travolge. La memoria di queste donne si fa materia viva, si incarna nei colori dell’alchimia […] in un movimento continuo tra combustione e sublimazione, sterilità e fecondità. Qui la donna non è figura passiva né mera esecutrice di un’antica arte: è il principio ardente della trasformazione, fuoco ella stessa che consuma e ricrea, soggetto e oggetto di una natura che lei plasma e da cui si lascia plasmare, natura e artificio, materia e mente, che congiunge terra e cielo».
Attraverso una pittura materica e fortemente simbolica, l’artista rende visibile ciò che è stato sepolto: corpi e volti femminili emergono dalle macerie come presenze potenti e perturbanti, lontane da ogni idealizzazione. Le opere stesse si configurano come veri e propri laboratori alchemici, in cui piombo, zolfo, ossidi, oro, fiori e cenere compiono la loro trasformazione, sottoposte alla violenza della fiamma ossidrica, cosparse da una materia corposa a tinte plumbee, da dove affiorano via via i corpi e i volti delle alchimiste. In questo dialogo, la Sala delle Cariatidi — con le sue figure femminili mutilate dalla guerra — diviene uno spazio denso di significato, metafora e cornice attuali di una narrazione che riporta alla luce donne finalmente riconosciute. |
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 | Kiefer. Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view © Ela Bialkowska, OKNO Studio |
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Una mostra-evento per Milano: Kiefer in città Un articolato public program accompagna la rassegna lungo l’intero arco della sua durata, ampliandone e approfondendone i contenuti. Un ciclo di incontri condotti da alcune tra le più autorevoli figure del mondo artistico e culturale, quali Gabriella Belli, Natacha Fabbri, Massimo Recalcati, Michela Pereira e Luisa Torsi, raccontano la poetica di Kiefer attraverso chiavi di lettura interdisciplinari, offrendo originali spunti di riflessione. Il public program si apre giovedì 26 febbraio 2026 con l’incontro Gabriella Belli racconta la mostra, presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale. Venerdì 17 aprile 2026, al Teatro Dal Verme di Milano, Anselm Kiefer sarà in conversazione con Natacha Fabbri e Gabriella Belli. La partecipazione agli incontri è gratuita su prenotazione a questo link.
Per valorizzare la diffusione del progetto espositivo, una delle opere del ciclo Le Alchimiste, Caterina Sforza sarà esposta dal 9 febbraio al 30 giugno 2026, oltre che a Palazzo Reale, anche presso Unipol Tower di Milano in piazza Gae Aulenti, in un’altra versione ideata da Kiefer. La visita è gratuita con prenotazione obbligatoria al link: https://www.cubounipol.it/it/servizi/visita-guidata-milano.
Inoltre, a partire da domenica 19 aprile 2026, l’opera Margarethe V Antiochia, realizzata da Kiefer nel 2019, sarà esposta al Parco Internazionale di Scultura, lo spazio espositivo all’interno della sede di Banca Ifis a Mestre, Venezia.
Il catalogo, edito da Marsilio Arte, è a cura di Gabriella Belli e contiene saggi di Natacha Fabbri, Gabriele Guercio e Lawrence Principe, oltre al contributo della curatrice.
In occasione della mostra, Marsilio Arte pubblica il saggio Il seme santo. La poetica di Anselm Kiefer di Massimo Recalcati, un’indagine sull’universo simbolico e artistico del grande maestro tedesco. Recalcati si accosta all’opera di Anselm Kiefer in cerca del mistero che consente di mutare la ferita del trauma in poesia, le rovine in un nuovo inizio, mettendo in luce la forza rigenerativa dell’atto creativo. |
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