Bergamo Film Meeting 2026: i vincitori
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È Porte Bagage di Abdelkarim El-Fassi (Paesi Bassi, 2025) il film vincitore della Mostra Concorso della 44a edizione di Bergamo Film Meeting. Al film, che è stato votato dal pubblico, va il Premio Bergamo Film Meeting del valore di 5.000 euro. Al contempo la giuria internazionale, composta da Gabriella Manfrè (produttrice), Patrice Toye (regista) e Miguel Valverde (direttore di IndieLisboa – International Film Festival), assegna il Premio per la migliore regia del valore di 2.000 a Der Frosch und das Wasser/The Frog and the Water di Thomas Stuber (Germania, 2025). Per la sezione Visti da Vicino il Premio Miglior Documentario CGIL Bergamo di 2.000 euro per il documentario più votato dal pubblico va a To Close Your Eyes and See Fire di Nicola von Leffern, Jakob Carl Sauer (Austria, 2024); mentre il Premio della Giuria CGIL - La Sortie de l'Usine, attribuito dai delegati sindacali di CGIL Bergamo al documentario che meglio affronta i temi legati al mondo del lavoro e del sociale (1.000 euro), spetta a Azza di Stefanie Brockhaus (Germania, 2025). La 45a edizione di Bergamo Film Meeting si terrà dal 6 al 14 marzo 2027. MOSTRA CONCORSO PRIMO PREMIO BERGAMO FILM MEETING Porte Bagage di Abdelkarim El-Fassi (Paesi Bassi, 2025, 104’) Dopo la morte della madre, la famiglia Idrissi rischia di disgregarsi. La figlia Noor, che si è sempre presa cura di tutti, riceve un’importante offerta di lavoro come chef a Parigi, mentre il padre Musa inizia a manifestare sintomi di demenza senile e vuole tornare in Marocco. Superate le prime perplessità, Noor rimanda il trasferimento a Parigi e convince i fratelli a caricare Musa su un minivan per riportarlo a casa, in un lungo viaggio attraverso l’Europa. SECONDO PREMIO BERGAMO FILM MEETING Skriti Ljudje/Hidden People di Miha Hočevar (Slovenia, Serbia, Islanda, 2025, 98’) Inspiegabilmente, Guti e Sig si svegliano in riva al fiume nei pressi di Lubiana, malconci, con i postumi di una sbornia e ammanettati. Con le sembianze di un vichingo, Sig è evidentemente un turista, ma ha perso la memoria, è senza documenti, non ricorda il suo nome ed è convinto di essere in Slovacchia. Guti decide di aiutarlo anche se non se la passa molto meglio, dopo un divorzio difficile, investimenti falliti e dei vicini di casa molto sgradevoli. Uniti dal caso e da un’inaspettata amicizia, i due tentano di rimettere in piedi le proprie vite. TERZO PREMIO BERGAMO FILM MEETING L’Étrangère/Pieces of a Foreign Life di Gaya Jiji (Belgio, Francia, 2025, 101’) Selma fugge dalla Siria devastata dalla guerra, lasciandosi alle spalle un figlio di sei anni e il marito, scomparso nelle prigioni del regime. Dopo un viaggio lungo e pericoloso, arriva a Bordeaux, dove sopravvive lavorando in nero mentre lotta per ottenere il diritto d’asilo e riabbracciare il figlio Rami. L’incontro con Jérôme, un avvocato che prende a cuore la sua causa, apre uno spiraglio inatteso. Tra i due nasce una storia d’amore, che potrebbe rimettere tutto in discussione. PREMIO PER LA MIGLIOR REGIA Der Frosch und das Wasser/The Frog and the Water di Thomas Stuber (Germania, 2025, 113’) Buschi, un giovane uomo con la sindrome di Down, vive in un centro di assistenza. La sua routine quotidiana non lascia spazio a grandi sorprese. Così, durante una gita, coglie l’occasione di allontanarsi dai suoi compagni per unirsi a una comitiva di turisti giapponesi in viaggio tra Germania e Svizzera. Avendo vissuto tutta la sua vita senza parlare, stringe facilmente amicizia con Hideo, il più silenzioso e misterioso del gruppo. Nel frattempo, la responsabile del centro lo sta cercando disperatamente. «Con uno sguardo poetico, divertente e delicato, questo film ci accompagna in un viaggio in cui possiamo affermare che “la solitudine non esiste”: basta aspettare di trovare la propria anima gemella. Quando un uomo giapponese incontra in Germania un giovane affetto dalla sindrome di Down, tra i due nasce un legame molto forte, anche senza bisogno di parole. Per l’originalità e maturità dimostrata nella regia, la giuria decide di premiare Thomas Stuber per The Frog and the Water». VISTI DA VICINO PREMIO MIGLIOR DOCUMENTARIO CGIL BERGAMO To Close Your Eyes and See Fire di Nicola von Leffern, Jakob Carl Sauer (Austria, 2024, 98’) Beirut è in rovina. Dopo l’esplosione nel porto, il trauma collettivo emerge. Il film osserva con attenzione i tre anni successivi e si concentra sulle vite di Aya, una giovane rifugiata siriana; Selim, attivista e pittore; la famiglia Aladdin, in lutto per una perdita tragica; Yasmin, che risponde alle chiamate di una linea di prevenzione al suicidio; e Andrea, che continua a credere nella scintilla di cambiamento della città. Intanto, un fuoco che cova nei silos del porto persiste come un monito. PREMIO DELLA GIURIA CGIL “LA SORTIE DE L'USINE” Azza di Stefanie Brockhaus (Germania, 2025, 90’) Azza è stata costretta fin da giovane a sacrificare la propria vita: sposata a 16 anni, privata degli studi e vittima di un matrimonio violento, riesce infine a divorziare, ma viene allontanata dalla famiglia e separata dai figli. Segnata dai traumi, lotta ogni giorno per sopravvivere lavorando come istruttrice di guida. Cerca di costruirsi una carriera per migliorare la propria vita e quella dei suoi figli. A ogni costo, non vuole che le sue figlie adolescenti vivano ciò che ha vissuto lei. «Un documentario che con grande sensibilità e rigore racconta la battaglia delle donne ancora intrappolate in una società patriarcale. Imparare a guidare, e insegnarlo ad altre donne, diventa per Azza un mezzo di emancipazione e libertà, individuale e collettiva. Il film si distingue per l’attenzione con cui restituisce, con profonda delicatezza e intensità, il punto di vista di una giovane donna a cui è negata la possibilità di scegliere e costruire il proprio futuro. Azza emerge come un’opera potente e toccante, capace di trasformare un racconto intimo in una narrazione universale e attuale, che dà voce a tante donne impegnate nella conquista della propria autonomia.Attraverso uno sguardo autoriale forte ma rispettoso, il documentario riesce a intrecciare dimensione personale e sociale, offrendo allo spettatore uno spazio di riflessione sull’identità, la libertà e il diritto all’autodeterminazione. Per la qualità dello sguardo registico e la sensibilità con cui accompagna la protagonista nel suo cammino di crescita, la giuria conferisce il Premio a Azza». |

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