Bac Bellano Arte Cultura il calendario 2026

BAC Bellano Arte Cultura presenta il calendario culturale 2026
Essere uno con il tutto
Direzione artistica Chiara Gatti
Pensare più profondo, Marc Didou. Credits Gilles Didou
BAC Bellano Arte Cultura, progetto culturale pubblico del Comune di Bellano che intreccia patrimonio storico, natura, paesaggio e linguaggi dell’arte contemporanea, presenta il programma culturale 2026 Essere uno con il tutto, curato da Chiara Gatti, direttrice artistica di BAC.
Il titolo, ispirato a un passaggio del pensiero di Friedrich Hölderlin, introduce il tema che attraversa l’intera programmazione: il ritorno all’autentico. Il poeta tedesco auspica un ritorno dell’uomo al seno universale della natura, intesa nel suo essere forma vivente e manifestazione del sacro. In un presente segnato dall’artificiale e dalla mediazione costante delle immagini, BAC propone una riflessione sulla relazione tra corpo, sensi e vivente, tra esperienza diretta e dimensione comunitaria, tra natura e sacro.
 
Il programma si sviluppa nelle sedi di BAC, in un percorso che mette in dialogo artisti storicizzati e voci del contemporaneo, memoria dei luoghi e pratiche attuali.
Il calendario 2026 si articola in quattro principali appuntamenti espositivi, corredati da un ampio public program.
 
Tutta la programmazione di BAC assume la cura come postura culturale: cura dei luoghi, delle relazioni, delle memorie. Un approccio che attraversa mostre e public program, traducendosi in pratiche di ascolto, formazione e partecipazione.
 
Dice Chiara Gatti, direttrice artistica BAC Bellano Arte Cultura «Il programma 2026 nasce dalla domanda sul tipo di esperienza che vogliamo offrire oggi a chi attraversa questi luoghi.  BAC non è solo un insieme di mostre, ma un sistema di relazioni. Le sedi, il territorio, gli artisti, il pubblico: tutto concorre a costruire un racconto che cambia di volta in volta. In questa edizione ho lavorato su progetti che chiedono tempo, attenzione, presenza. Mostre che non si consumano in fretta, ma che invitano a sostare, a guardare, a mettersi in ascolto. È un modo di pensare l’arte come spazio di incontro e di trasformazione, più che come evento».
 
Dice Antonio Rusconi, Sindaco di Bellano: «Arriviamo a questo nuovo anno di programmazione dopo una stagione importante, segnata da riconoscimenti autorevoli che confermano la bontà del percorso intrapresoMa non sono solo i premi a dirci che siamo sulla strada giusta: la vitalità del progetto, la sua capacità di attrarre pubblico, l’attenzione costante delle istituzioni culturali e dei partner nazionali sono segnali concreti di un lavoro che sta producendo valore reale
E conclude: «BAC è oggi un modello virtuoso di politica culturale: un dispositivo che genera valore simbolico, educativo ed economico per il territorio, che attiva competenze, relazioni, opportunità. Dimostra che anche un piccolo centro può essere laboratorio di progettualità contemporanea e luogo credibile di produzione culturale


MOSTRE 2026


Dal 18 aprile al 11 luglio 2026
Devota. Arte e sacro, territorio e comunità
Sedi: Museo Giancarlo Vitali, San Nicolao Arte Contemporanea, Santa Marta, Santi Nazaro e Celso, San Rocco, Sant’Andrea e Santuario di Lezzeno
 
Ispirata all’iconografia dell’ex-voto, la mostra Devota. Arte e sacro, territorio e comunità, visitabileda sabato 18 aprile a sabato 11 luglio 2026, si estende al di fuori del percorso cittadino, lungo i sentieri di periferia, i boschi e la montagna, dove una mappa di chiese, oratori e pievi, ospita tappe diverse di questa ricerca sulla natura e sul sacro. Partendo da ex-voto o riflessioni storiche sul sacro, frutto del lavoro di artisti del Novecento, come Lucio Fontana (Rosario, 1899 - Comabbio, 1968) e Piero Manzoni (Soncino, 1933 - Milano, 1963), l’esposizione accosta l’iconografia tradizionale dei doni per grazia ricevuta alle riletture di      nove autori contemporanei, emergenti o riconosciuti. Il cammino ha inizio dalle sale del Museo Giancarlo Vitali, per estendersi alla navata di San Nicolao fino alle antiche chiese di Santa Marta, dei Santi Nazaro e CelsoSan Rocco e Sant’Andrea, e terminare al Santuario di Lezzeno. Oltre alle opere di Lucio Fontana e Piero Manzoni, saranno esposte quelle di Gregorio Botta (Napoli, 1953), Paolo Ventura (Milano, 1968), Mirco Marchelli (Novi Ligure, 1963), Chiara Lecca (Modigliana, 1977), Giammarco Cugusi (Bergamo, 1991), Cinzia Fiorese (Bassano del Grappa, 1974), Matteo Pizzolante (Tricase, 1989).
           
Dal 25 luglio al 25 ottobre 2026
Atmosferica e Summer storm
SediSan Nicolao Arte Contemporanea e Museo Giancarlo Vitali
 
Due progetti che hanno luogo nei due musei di San Nicolao e del Museo Giancarlo Vitali, a segnare un unico percorso sensoriale. Tuoni, lampi e arcobaleni, la natura irrompe nella chiesa e nel museo, trascinando con sé l’azione degli elementi. Lo spazio modifica così le sue forme, si annullano gli spigoli e le pareti. La percezione è deviata da eventi che, inaspettatamente, si svolgono all’interno, fra le mura e le volte, fra le sale e gli interstizi. La teatralità di simulazioni atmosferiche – la pioggia, il vento e poi il sereno – sorprende il visitatore dentro gli ambienti silenziosi, agitati da un rovescio improvviso. La ricerca di un moto cosmico allegorico – che abbraccia il tema annuale del BAC – distingue l’opera di artisti sperimentali, autori dal profilo internazionale e la vocazione transdisciplinare, affascinati da un medesimo viaggio nell’etere e da una dimensione panica di fusione fra corpo dell’uomo e mondo naturale. Il Museo Giancarlo Vitali, accoglierà, nello specifico, un progetto site specific di Tonatiuh Ambrosetti (Lugano, 1980), autore svizzero, fotografo, regista, artista del suono e performer, in grado di evocare situazioni climatiche dagli effetti depistanti, in dialogo e, insieme, in cortocircuito con opere della collezione del museo, fra iconografia temporalesca del maestro e intrusione mimetica e percettiva dei suoi interventi sonori. Si prevede la collaborazione straordinaria dell’Estate Laura Grisi.
 
Dal 7 novembre 2026 a marzo 2027
Pensare il più profondo. Guardare l’arte che ci guarda
Sedi: San Nicolao Arte Contemporanea e Museo Giancarlo Vitali
 
La mostra di fine anno che aprirà sabato 7 novembre 2026 e si concluderà a marzo 2027, porta a San Nicolao una serie di volti dello scultore francese Marc Didou (Brest, 1963), grande sperimentatore della tecnica anamorfica e autore di un ciclo di ritratti immateriali, destinati a prendere corpo solo nello sguardo di chi sa attendere che la visione si manifesti.
«Chi ha pensato le cose più profonde, ama ciò che è più vivo», scriveva Hölderlin e, riprendendone il pensiero, la natura dello sguardo, inteso come contemplazione, coincide con il suo riflettersi negli occhi dell’altro e attingere al profondo come fonte di vita. Ecco allora che, attraverso un fitto gioco di sguardi, gli occhi delle sculture intrecciano quelli dei visitatori, i quali diventano a loro volta protagonisti. Un raffinato autoritratto di Antoon Van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1644), datato al 1630 ca. e proveniente da collezione privata italiana, verrà esposto contemporaneamente al Museo Giancarlo Vitali e in sottofondo un’installazione sonora diffonderà nell’ambiente letture da Hölderlin, Leopardi e Rilke. Il progetto si avvale della consulenza scientifica di Simone Ferrari e Alberto Cottino.
 
IN CORSO 
Si concluderà domenica 12 aprile 2026 Marco Cordero. Elegia per un ghiacciaio, la mostra attualmente in corso nella doppia sede di San Nicolao Arte Contemporanea e del Museo Giancarlo Vitali e che propone un racconto inedito dedicato alla memoria fragile del paesaggio. Cordero, che da anni concentra la propria ricerca sui temi eterni della montagna, si è affidato per questo progetto a una materia inattesa come quella dei libri, le loro pagine, i dorsi e le parole, quale strumento di un linguaggio espressivo che scava, erode, tornisce, affonda nella carta la cui consistenza simula la ruvidezza delle superfici petrose e le venature del marmo.
Il progetto proposto si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
 
Visite guidate con la direttrice
Sono previste quattro date di visite guidate alla mostra con Chiara Gatti per il 31 gennaio14 febbraio21 marzo e 11 aprile, alle ore 10,30.
È necessaria la prenotazione alla e-mail gruppi@comune.bellano.lc.it. Il costo del biglietto d’ingresso per San Nicolao e Museo Giancarlo Vitali è di euro 6,00 e gratuito per i residenti.
 
PUBLIC PROGRAM 2026
Accanto al programma espositivo, BAC sviluppa per tutto il 2026 un articolato public program che accompagna le mostre e amplia il dialogo con il pubblico, confermando la vocazione del progetto come spazio di formazione, incontro e partecipazione.
 
Il calendario prevede un breve corso di storia dell’arte contemporanea per adulti, pensato come strumento di avvicinamento ai linguaggi del presente, e una serie di visite guidate periodiche con i curatori, dedicate alle mostre in corso nelle sedi di BAC.
 
Proseguono le attività rivolte ai più giovani, con laboratori tematici per bambini che intrecciano educazione visiva e sperimentazione creativa, favorendo un primo contatto consapevole con l’arte contemporanea.
 
Continua inoltre la rassegna letteraria Il bello dell’Orrido, a cura di Armando Besio, che affianca il programma espositivo con incontri dedicati alla letteratura, al pensiero e al racconto del contemporaneo, in una versione “inside-out” che porta ospiti e conversazioni all’interno delle sedi di BAC.
 
Torna la rassegna DiMartedì, un ciclo di incontri culturali che anima il borgo dall’autunno alla primavera un martedì al mese. Nella Sala Civica di Via Marinai d’Italia, esperti, studiosi e appassionati si alternano per offrire al pubblico un viaggio tra saperi, passioni e scoperte, con l’obiettivo di valorizzare le risorse creative del territorio e stimolare la curiosità culturale.
 
Tra le attività sul territorio, BAC propone la Mappa dei sentieri dell’arte condivisa, un progetto di itinerari di arte contemporanea tra le pievi e i luoghi storici, che invita a scoprire il paesaggio attraverso opere e interventi site-specific.
 
Durante l’estate si svolge Summer brain-storming, workshop intensivo dedicato a giovani artisti e studenti delle Accademie, focalizzato sui nuovi linguaggi del contemporaneo e sulle pratiche interdisciplinari.
Il programma si completa con uno spin-off negli spazi espositivi di Regione Lombardia a Milano, che porta una selezione dei progetti di BAC in ambito istituzionale, ampliandone la visibilità a livello regionale.
BAC Bellano Arte Cultura, Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio. San Nicolao Arte Contemporanea Ph. Carlo Borlenghi 
BAC Bellano Arte Cultura
BAC Bellano Arte Cultura è un progetto del Comune di Bellano di valorizzazione del territorio che intreccia arte contemporaneastoria e paesaggio nel cuore del Lago di Como, diffuso oltre un chilometro che tiene insieme monumenti e attrattori: l’Orrido di Bellano e la Cà del Diavol, il Parco Lorla destinato a giardino delle sculture, l’ex chiesa di San Nicolao riaperta nell’ottobre 2024 come spazio espositivo per l’arte contemporanea e che al primo piano accoglie la collezione permanente di sculture in rame di Danilo Vitali, la chiesa di Santa Marta con il gruppo ligneo del Cinquecento di Giovanni Angelo Del Maino, la chiesa dei Santi Nazaro e Celso e il MUU – Museo del Latte e della Storia della Muggiasca a Vendrogno. In questo percorso si inserisce anche la grande realizzazione del Museo Giancarlo Vitali, inaugurato nell’aprile 2025 e dedicato all’artista che ha saputo interpretare con poesia e rigore la vita e l’anima del lago: una collezione permanente di cento dipinti dedicata all’opera del pittore e incisore bellanese, in dialogo con maestri del passato e con autori contemporanei per riflettere sulle pratiche artistiche del nostro tempo.
 
RICONOSCIMENTI
Nel 2018 il Comune di Bellano ha ottenuto il riconoscimento della Bandiera Arancione TCI, un marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano dedicato ai borghi “a misura d’uomo”, mentre nel 2019 la premiazione di “Comune Fiorito” nell’ambito dell’iniziativa “Marchio Nazionale di Qualità Ambiente di Vita”. Bellano è stato inserito nella rete “I Borghi più belli d’Italia” per il 2022, e il riconoscimento “Piccolo Comune Amico” per il 2023, premio organizzato dal Codacons per lo sviluppo dei piccoli Comuni italiani impegnati a valorizzare il territorio e i prodotti locali incentivando il turismo. In questa edizione Bellano è risultato vincitore per le eccellenze della sezione “Aria, Terra, Acqua”.
La certificazione di Cittaslow, marchio di qualità del movimento Slow Food che certifica i Comuni del “buon vivere” è arrivata nel 2024. Nel gennaio 2025 ha, invece, ottenuto la qualifica di “Città che legge”promosso dal Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, e nel febbraio 2025 il riconoscimento come Ambasciatori del marchio “Lago di Como – Un Mondo Unico al Mondo”.
Dal 26 al 28 settembre 2025, Bellano ha ospitato la XVII edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia. Per tre giorni la cittadina lariana è stata palcoscenico di incontri, dibattiti, spettacoli folcloristici e iniziative che hanno messo al centro la sostenibilità, la valorizzazione dei territori e la qualità della vita nei piccoli borghi.
Venerdì 17 ottobre 2025, Bellano è stato proclamato Best Tourism Villages 2025 da UN Tourism, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il turismo, insieme ai comuni veneti di Arquà Petrarca (PD) e Asolo (TV), entrando a far parte della rete globale di destinazioni rurali. Il premio è stato ritirato dal sindaco Antonio Rusconi durante la cerimonia che si è tenuta a Huzhou, nella provincia di Zhejiang in Cina.

PROROGATA sino a martedì 5 maggio 2026 la mostra
MARCO CORDERO
Elegia per un ghiacciaio

a cura di Chiara Gatti
in collaborazione con Storyville
San Nicolao Arte Contemporanea | Museo Giancarlo Vitali

Il progetto espositivo di BAC Bellano Arte Cultura dedicato alla memoria fragile del paesaggio,
dal 13 aprile rinnova il suo allestimento con una nuova selezione di opere.

Speciale appuntamento

Sabato 11 aprile 2026, ore 10
San Nicolao Arte Contemporanea
“I giganti della montagna. Da Mantegna a Segantini”
Incontro condotto da Chiara Gatti sul confronto tra la rappresentazione della montagna nella storia dell’arte e la sensibilità contemporanea.
Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio, San Nicolao Arte Contemporanea, Bellano (LC), Ph. Carlo Borlenghi
È prorogata fino a martedì 5 maggio 2026 la personale diffusa Elegia per un ghiacciaio di Marco Cordero, a cura di Chiara Gatti, che dal 13 aprile rinnova il proprio percorso con una nuova selezione di opere. Il nuovo allestimento rafforza ulteriormente il dialogo tra le due sedi espositive e rilancia la riflessione sul paesaggio come spazio di memoria e trasformazione.
 
Sabato 11 aprile alle ore 10.00, nell’ambito della mostra presso San Nicolao Arte Contemporanea, si terrà l’incontro condotto da Chiara Gatti “I giganti della montagna. Da Mantegna a Segantini”.
L’appuntamento propone un confronto tra la rappresentazione della montagna nella storia dell’arte e la sensibilità contemporanea, mettendo in luce come questi “giganti” naturali siano stati, nel tempo, simboli di spiritualità, forza e fragilità.
A seguire, è prevista una visita guidata alla mostra.
Prenotazione obbligatoria: gruppi@comune.bellano.lc.it
 
La mostra è parte del secondo episodio del programma espositivo di BAC Bellano Arte Cultura diretto da Chiara Gatti.
 
La mostra e l’artista
Allestita tra il Museo Giancarlo Vitali e San Nicolao Arte Contemporanea, due luoghi emblematici dell’identità contemporanea del borgo di Bellano, la mostra si articola in un’unica narrazione su due sedi, rafforzando l’impostazione dialogica che caratterizza l’intero percorso curatoriale.
Marco Cordero è uno scultore sensibile al destino della biosfera di cui interpreta la fragilità e, insieme, la memoria attraverso materie leggere e sfuggenti, come la carta, l’acqua, le parole e la polvere.
 
L’approdo di Marco Cordero a Bellano conferma la volontà progettuale di affidare agli artisti contemporanei la lettura dello spazio di San Nicolao Arte Contemporanea, attraverso una scelta misurata di opere capaci di abitarne il vuoto mistico con una presenza densa, stratificata, in dialogo con le urgenze del presente. 

La navata di San Nicolao e le sale del Museo Giancarlo Vitali ospitano in contemporanea le sculture di Cordero, che da anni concentra la propria ricerca sui temi eterni della montagna, affidandosi a una materia inattesa come quella dei libri, delle loro pagine, dei dorsi e delle parole, quale strumento di un linguaggio espressivo che scava, erode, tornisce, affonda nella carta la cui consistenza – per via di levare – simula superfici petrose, la ruvidezza della pietra, le venature del marmo. La metamorfosi della materia è allegoria dell’entropia della natura e delle sue trasformazioni; la disgregazione delle rocce, l’arretramento dei ghiacciai, l’assottigliarsi della crosta terrestre in moti tellurici che, nella dimensione “da camera” delle sculture di Cordero, agita i capitoli dei romanzi o dei libri di geologia.
Storyville, Elegia per un ghiacciaio, 2025, video installazione
L’artista presenta Ometto, l’installazione site-specific di una scultura inedita, realizzata anche grazie all’uso di pietre locali e che si allinea alla sua ricerca sul tema e sull’iconografia del Cairn, ovvero gli antichi “segnavia”, ometti di pietra, cumuli di sassi issati lungo i percorsi montani per indicare passaggi sicuri fra terreni friabili e ghiacciai. Simbolo di equilibrio e di conforto, portano con sé una ritualità che affonda fino all’età del bronzo, poi condivisa nei secoli da cultura diverse, da quella tibetana a quella cattolica. Quali appigli, insegne, piccoli totem che punteggiano il paesaggio dalle fogge antropomorfe, gli “ometti” si rigenerano nella scultura di Cordero come luoghi di stratificazione della memoria e dei tragitti dell’uomo, che depone tracce del suo stesso procedere lungo il sentiero; in piena sintonia con i passi degli scalatori che riverberano sui ghiacciai nella video installazione di Storyville.
 
La scultura ETNOM è una fusione in alluminio, un bacile dai riflessi argentati e cerulei frutto di un calco che l’artista ha realizzato a diretto contatto con una roccia del Monte Verità di Ascona, in Ticino. Celebre per i punti magnetici che costellano la cosiddetta “collina dell’utopia”, Monte Verità ha ispirato nel lavoro di Cordero una riflessione sull’impronta della terra, sulla materia porosa della pietra, sulle escrescenze della rupe che, capovolta dalla logica del calco, diviene una vasca, una fonte miracolosa, una cavità stessa della roccia che ora accoglie l’acqua invece di lasciarla scorrere a valle. Così il prelievo di una porzione di natura, raccolta dal gesto lento della mano che ha accarezzato la pelle della montagna per farne una coppa sollevata dal suolo, sconfina nella dimensione del sacro. Sacro evocato altresì dalla presenza del pigmento blu che, a sua volta, ribalta la prospettiva terra-cielo e allude al colore dell’infinito, verso cui la materia mortale aspira.
 
Nell’abside di San Nicolao la video installazione “Elegia per un ghiacciaio”, ideata e prodotta da Storyville, dà titolo a tutto il progetto, ispirato al concerto di Ludovico Einaudi “Elegy for the Artic” prodotto da Greenpeace nel 2015. Montaggio e rielaborazione originale da preziosi materiali filmici dell’inizio del secolo scorso animano un viaggio ovattato fra i ghiacci, che scorre nel presbiterio su un ampio manto bianco impalpabile. La rievocazione melanconica della storia dei ghiacci, quale paesaggio abitabile e percorribile da cordate di intrepidi, allude a quel rapporto equo che, all’alba del Novecento, univa l’uomo al mondo naturale, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi elementi.
 
Il percorso autoriale continua nel Museo Giancarlo Vitali dove le opere di Cordero, come ospiti inattesi ma discreti, si innestano nell’allestimento museale prendendo il posto di altre opere precedentemente esposte ed invitando il visitatore alla ricerca delle stesse.
 
Un’opera della serie perchè non esisti? (2020 – 2022) continua l’indagine della carta come materia, scavo e cancellazione della parola, per via di levare, che diviene un creare per sottrazione, togliendo parti del corpo letterario e materico per far emergere nuovi profili di montagne cui l’artista rende omaggio. Tali montagne portano con sè la dimensione del tempo, tempo dell’erosione e della sedimentazione, ma anche riflessione esistenziale sugli elementi, sull’ordine delle cose, sulla consunzione della materia. Si tratta di pagine di altri libri che dialogano con la polvere di grafite della matita a sua volta utilizzata per disegnare un profilo montuoso. La piega del libro diviene orizzonte speculare, dove la montagna, specchiandosi, incontra il suo doppio. E in quel mondo capovolto emergono parole superstiti, affiorano dalla materia concetti effimeri.
Altri orizzonti si ripropongono nelle due opere Sul livello del mare - u-topia - (2019) sul tavolo della Sala 2 e Sul livello del mare-vista- (2020) accanto ai Girasoli della Sala 5 dove, su antiche mappe, l’artista ha ricostruito il profilo del massiccio del Monte Bianco perchè non contemplato dalla mappa stessa.
 
Il Museo Giancarlo Vitali accoglie in contemporanea un nuovo ospite inatteso. Un’opera di Cordero della serie Calamina, dal nome della polvere minerale che si forma sulle superfici d’acciaio ogni volta che viene pressata la lamiera; una sorta di incrostazione superficiale, epidermica, che crea affioramenti materici su cui l’artista incide scritture illeggibili, tagli inferti come graffi, evocando nuovi paesaggi. Emergono così orizzonti ispirati dalle ossidazioni, dalla casualità dei mutamenti fisici, mescolati a pigmenti che ne esaltano il profilo, disegnando altre erosioni, altre montagne.
 
La mostra proposta dal BAC è un omaggio a un equilibrio di convivenza fra uomo e montagna e a un rapporto di armonia primigenia rigenerato per sensibilizzare le coscienze alla preservazione del mondo naturale.
 
Il progetto proposto dal BAC si è svolto nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che ha animato l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ha ospitato dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

PROROGATA sino a martedì 5 maggio 2026 la mostra
MARCO CORDERO
Elegia per un ghiacciaio

a cura di Chiara Gatti
in collaborazione con Storyville
San Nicolao Arte Contemporanea | Museo Giancarlo Vitali

Il progetto espositivo di BAC Bellano Arte Cultura dedicato alla memoria fragile del paesaggio,
dal 13 aprile rinnova il suo allestimento con una nuova selezione di opere.

Speciale appuntamento

Sabato 11 aprile 2026, ore 10
San Nicolao Arte Contemporanea
“I giganti della montagna. Da Mantegna a Segantini”
Incontro condotto da Chiara Gatti sul confronto tra la rappresentazione della montagna nella storia dell’arte e la sensibilità contemporanea.
Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio, San Nicolao Arte Contemporanea, Bellano (LC), Ph. Carlo Borlenghi
È prorogata fino a martedì 5 maggio 2026 la personale diffusa Elegia per un ghiacciaio di Marco Cordero, a cura di Chiara Gatti, che dal 13 aprile rinnova il proprio percorso con una nuova selezione di opere. Il nuovo allestimento rafforza ulteriormente il dialogo tra le due sedi espositive e rilancia la riflessione sul paesaggio come spazio di memoria e trasformazione.
 
Sabato 11 aprile alle ore 10.00, nell’ambito della mostra presso San Nicolao Arte Contemporanea, si terrà l’incontro condotto da Chiara Gatti “I giganti della montagna. Da Mantegna a Segantini”.
L’appuntamento propone un confronto tra la rappresentazione della montagna nella storia dell’arte e la sensibilità contemporanea, mettendo in luce come questi “giganti” naturali siano stati, nel tempo, simboli di spiritualità, forza e fragilità.
A seguire, è prevista una visita guidata alla mostra.
Prenotazione obbligatoria: gruppi@comune.bellano.lc.it
 
La mostra è parte del secondo episodio del programma espositivo di BAC Bellano Arte Cultura diretto da Chiara Gatti.
 
La mostra e l’artista
Allestita tra il Museo Giancarlo Vitali e San Nicolao Arte Contemporanea, due luoghi emblematici dell’identità contemporanea del borgo di Bellano, la mostra si articola in un’unica narrazione su due sedi, rafforzando l’impostazione dialogica che caratterizza l’intero percorso curatoriale.
Marco Cordero è uno scultore sensibile al destino della biosfera di cui interpreta la fragilità e, insieme, la memoria attraverso materie leggere e sfuggenti, come la carta, l’acqua, le parole e la polvere.
 
L’approdo di Marco Cordero a Bellano conferma la volontà progettuale di affidare agli artisti contemporanei la lettura dello spazio di San Nicolao Arte Contemporanea, attraverso una scelta misurata di opere capaci di abitarne il vuoto mistico con una presenza densa, stratificata, in dialogo con le urgenze del presente. 

La navata di San Nicolao e le sale del Museo Giancarlo Vitali ospitano in contemporanea le sculture di Cordero, che da anni concentra la propria ricerca sui temi eterni della montagna, affidandosi a una materia inattesa come quella dei libri, delle loro pagine, dei dorsi e delle parole, quale strumento di un linguaggio espressivo che scava, erode, tornisce, affonda nella carta la cui consistenza – per via di levare – simula superfici petrose, la ruvidezza della pietra, le venature del marmo. La metamorfosi della materia è allegoria dell’entropia della natura e delle sue trasformazioni; la disgregazione delle rocce, l’arretramento dei ghiacciai, l’assottigliarsi della crosta terrestre in moti tellurici che, nella dimensione “da camera” delle sculture di Cordero, agita i capitoli dei romanzi o dei libri di geologia.
Storyville, Elegia per un ghiacciaio, 2025, video installazione
L’artista presenta Ometto, l’installazione site-specific di una scultura inedita, realizzata anche grazie all’uso di pietre locali e che si allinea alla sua ricerca sul tema e sull’iconografia del Cairn, ovvero gli antichi “segnavia”, ometti di pietra, cumuli di sassi issati lungo i percorsi montani per indicare passaggi sicuri fra terreni friabili e ghiacciai. Simbolo di equilibrio e di conforto, portano con sé una ritualità che affonda fino all’età del bronzo, poi condivisa nei secoli da cultura diverse, da quella tibetana a quella cattolica. Quali appigli, insegne, piccoli totem che punteggiano il paesaggio dalle fogge antropomorfe, gli “ometti” si rigenerano nella scultura di Cordero come luoghi di stratificazione della memoria e dei tragitti dell’uomo, che depone tracce del suo stesso procedere lungo il sentiero; in piena sintonia con i passi degli scalatori che riverberano sui ghiacciai nella video installazione di Storyville.
 
La scultura ETNOM è una fusione in alluminio, un bacile dai riflessi argentati e cerulei frutto di un calco che l’artista ha realizzato a diretto contatto con una roccia del Monte Verità di Ascona, in Ticino. Celebre per i punti magnetici che costellano la cosiddetta “collina dell’utopia”, Monte Verità ha ispirato nel lavoro di Cordero una riflessione sull’impronta della terra, sulla materia porosa della pietra, sulle escrescenze della rupe che, capovolta dalla logica del calco, diviene una vasca, una fonte miracolosa, una cavità stessa della roccia che ora accoglie l’acqua invece di lasciarla scorrere a valle. Così il prelievo di una porzione di natura, raccolta dal gesto lento della mano che ha accarezzato la pelle della montagna per farne una coppa sollevata dal suolo, sconfina nella dimensione del sacro. Sacro evocato altresì dalla presenza del pigmento blu che, a sua volta, ribalta la prospettiva terra-cielo e allude al colore dell’infinito, verso cui la materia mortale aspira.
 
Nell’abside di San Nicolao la video installazione “Elegia per un ghiacciaio”, ideata e prodotta da Storyville, dà titolo a tutto il progetto, ispirato al concerto di Ludovico Einaudi “Elegy for the Artic” prodotto da Greenpeace nel 2015. Montaggio e rielaborazione originale da preziosi materiali filmici dell’inizio del secolo scorso animano un viaggio ovattato fra i ghiacci, che scorre nel presbiterio su un ampio manto bianco impalpabile. La rievocazione melanconica della storia dei ghiacci, quale paesaggio abitabile e percorribile da cordate di intrepidi, allude a quel rapporto equo che, all’alba del Novecento, univa l’uomo al mondo naturale, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi elementi.
 
Il percorso autoriale continua nel Museo Giancarlo Vitali dove le opere di Cordero, come ospiti inattesi ma discreti, si innestano nell’allestimento museale prendendo il posto di altre opere precedentemente esposte ed invitando il visitatore alla ricerca delle stesse.
 
Un’opera della serie perchè non esisti? (2020 – 2022) continua l’indagine della carta come materia, scavo e cancellazione della parola, per via di levare, che diviene un creare per sottrazione, togliendo parti del corpo letterario e materico per far emergere nuovi profili di montagne cui l’artista rende omaggio. Tali montagne portano con sè la dimensione del tempo, tempo dell’erosione e della sedimentazione, ma anche riflessione esistenziale sugli elementi, sull’ordine delle cose, sulla consunzione della materia. Si tratta di pagine di altri libri che dialogano con la polvere di grafite della matita a sua volta utilizzata per disegnare un profilo montuoso. La piega del libro diviene orizzonte speculare, dove la montagna, specchiandosi, incontra il suo doppio. E in quel mondo capovolto emergono parole superstiti, affiorano dalla materia concetti effimeri.
Altri orizzonti si ripropongono nelle due opere Sul livello del mare - u-topia - (2019) sul tavolo della Sala 2 e Sul livello del mare-vista- (2020) accanto ai Girasoli della Sala 5 dove, su antiche mappe, l’artista ha ricostruito il profilo del massiccio del Monte Bianco perchè non contemplato dalla mappa stessa.
 
Il Museo Giancarlo Vitali accoglie in contemporanea un nuovo ospite inatteso. Un’opera di Cordero della serie Calamina, dal nome della polvere minerale che si forma sulle superfici d’acciaio ogni volta che viene pressata la lamiera; una sorta di incrostazione superficiale, epidermica, che crea affioramenti materici su cui l’artista incide scritture illeggibili, tagli inferti come graffi, evocando nuovi paesaggi. Emergono così orizzonti ispirati dalle ossidazioni, dalla casualità dei mutamenti fisici, mescolati a pigmenti che ne esaltano il profilo, disegnando altre erosioni, altre montagne.
 
La mostra proposta dal BAC è un omaggio a un equilibrio di convivenza fra uomo e montagna e a un rapporto di armonia primigenia rigenerato per sensibilizzare le coscienze alla preservazione del mondo naturale.
 
Il progetto proposto dal BAC si è svolto nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che ha animato l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ha ospitato dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.



Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio, San Nicolao Arte Contemporanea, Bellano (LC), Ph. Carlo Borlenghi

Storyville, Elegia per un ghiacciaio, 2025, video installazione


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