Festival I Dialoghi di Pistoia la giornata conclusiva 24 maggio
Si conclude domani, domenica 24 maggio, la diciassettesima edizione dei Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia del contemporaneo promosso da Fondazione Caript e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (dialoghidipistoia.it).
Il festival quest’anno propone 45 appuntamenti sul tema Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano, che si svolgeranno nel centro storico di Pistoia: piazza del Duomo, teatro Bolognini, cinema Lux, la Cattedrale ex Breda, il Polo Culturale Puccini Gatteschi, e con passeggiate alla scoperta di Pistoia ed eventi nei Musei Civici.
Il festival gode del patrocinio del MiC – Ministero della Cultura e della Provincia di Pistoia, del patrocinio e del sostegno della Regione Toscana e di Intesa Sanpaolo, partner dell’evento, e del patrocinio di Rai Toscana. Media Partner Rai TGR.
L’ultima giornata dei Dialoghi, domenica 24 maggio, inizia alle ore 10.00 con due incontri dedicati al corpo come oggetto di trasformazione, individuale e culturale. Al teatro Bolognini la psicoterapeuta Loredana Cirillo, nell’incontro Il corpo violento degli adolescenti, in collaborazione con Fondazione Hapax – Synapsis, indaga come le trasformazioni dell’adolescenza rendono il corpo particolarmente esposto alla manipolazione. Dalla fisiologica sperimentazione delle nuove possibilità, fino alla violenza verso sé stessi o verso gli altri, il corpo è al centro del processo di crescita e del tormento evolutivo, e diventa megafono di emozioni e vissuti. I comportamenti violenti e antisociali allarmano gli adulti e l’opinione pubblica, ma è importante indagarne i significati nascosti e come possiamo prevenirli. Al cinema Lux Guido Guerzoni ci parla della Storia del tatuaggio nella civiltà mediterranea. Sebbene sia stata ritenuta una tradizione esotica e selvaggia, introdotta in Europa nel secondo Settecento dopo i viaggi di Cook e Bougainville nel Pacifico, le radici europee del tatuaggio sono profonde, e hanno attraversato le principali culture classiche per poi evolvere in forme devozionali in epoca medievale e moderna, fino allo stigma dei primi antropologi nel secondo Ottocento come indizio infallibile di devianza sociale. Parlarne oggi significa condurre una riflessione sull’evoluzione dei concetti di corporeità, appartenenza e identità epiteliale.
Alle ore 11.00 in Piazza del Duomo, Paolo Nori torna a parlare, con ironia e profondità, dei suoi incontri – o scontri – con la morte e il trauma, nel monologo Piccolo discorso sul dolore. Vivere una vita non è attraversare un campo. In occasione dei suoi due incidenti si era diffusa la notizia, ovviamente falsa, della sua morte: da quel momento ha cercato di ricostruire - grazie alle testimonianze di amici, parenti e di chi lo ha salvato - quelle due dolorose esperienze, di cui ricordava poco. Lo scrittore ripercorre le sue riflessioni sul rapporto tra vita, morte, dolore e letteratura, riflettendo su come, in realtà, obiettivo di chi scrive è quello di raccontare la fatica che si fa a stare al mondo.
Come ci prepariamo ad affrontare gli anni della maturità, in un’epoca che ci consegna corpi sempre più longevi? La scrittrice Lidia Ravera, alle ore 12.00 al teatro Bolognini, prova a spiegarlo nell’incontro Elogio della maturità: contro i pregiudizi sull’età, riflettendo su come l’impreparazione è uno dei temi dominanti di questa fase della vita, che dovrebbe invece essere una conquista di cui godere. Nell’invito a non rincorrere la giovinezza, Ravera si rivolge specialmente le donne, troppo spesso schiacciate da una vergogna regressiva, conformista, subalterna, invitando a considerare il rapporto con il corpo non come una battaglia di resistenza, ma una forma di libertà conquistata, che apre nuove prospettive.
Di come il digitale sta cambiando il modo in cui viviamo il lutto, la memoria, il desiderio di immortalità ci parla il tanatologo Davide Sisto alle ore 15.00 al cinema Lux, esplorando il rapporto tra Morte, immortalità e memoria nell’epoca dell’AI. In un’epoca che non è in grado di accettare la morte, e anzi tende alla sua rimozione sociale e culturale, la cultura digitale e dell’AI ci hanno trasformato in carni digitali. Fingiamo di poter vivere per sempre, facendo leva sull’aumento della durata della vita e sulla metamorfosi tecnologica dei corpi, ma, nel frattempo, l’intelligenza artificiale rielabora attivamente le nostre tracce, aprendo persino la possibilità di un dialogo eterno con i vivi. Alla stessa ora, al teatro Bolognini, la filosofa Luigina Mortari tiene l’incontro Avere “cura” della vita introdotto da Maria Teresa Ferrari. La cura, sostiene Mortari, è il lavoro del vivere. Avere cura della vita significa avere cura di ciò che siamo, ma il corpo non è semplice materia, e quando la cura del corpo non procede in armonia con la cura dell’anima, rischia di smarrire la sua direzione di senso. Avere cura dell’anima significa quindi trovare quelle pratiche spirituali in cui l’essere umano sente di respirare il tempo, secondo la sua tensione all’ulteriore.
Alle ore 17.00 al cinema Lux, lo storico, designer e umanista Jeffrey Schnappnell’incontro Al confine tra uomo e robot nell’era dell’intelligenza artificiale racconta alcuni momenti importanti dell’interazione tra esseri umani e macchine, in particolare su ciò che oggi viene definito physical computing: lo sviluppo dei cosiddetti agenti robotici, dotati di sensori, capaci di orientarsi nel mondo fisico e di agire in stretta collaborazione e prossimità con gli esseri umani. Per cercare di capire quale mondo avremo con l’avvento di macchine capaci di comportamenti che, per homo sapiens sapiens, sono istintivi. Al teatro Bolognini, l’incontro A corpo libero. Donne in lotta dalla Resistenza al femminismo con la scrittrice Benedetta Tobagi riflette sul corpo delle donne, per millenni un campo di battaglia, soffermandosi sul ruolo femminile nella Resistenza, svolta epocale che apre il cammino di emancipazione e poi di vera e propria liberazione del corpo femminile, che culmina nelle lotte femministe degli anni Settanta.
Alle ore 18.30 in Piazza del Duomo, il festival si concluderà con il dialogo Abitare il corpo ferito. Quando la Musica nel dolore cerca l'infinito, tra il compositore e filosofo Giovanni Allevi e l’antropologo Adriano Favole. L’incontro esplora l’esperienza umana e creativa del maestro Giovanni Allevi, soffermandosi sulla genesi di una delle sue opere più profonde: il Concerto per Violoncello e Orchestra “MM22”. Composta nel silenzio angoscioso di una stanza d’ospedale, questa partitura testimonia come la musica possa sorgere proprio laddove il corpo appare più fragile. Così la sofferenza si trasforma in un atto di pura resistenza poetica e in un dialogo ininterrotto con l’Infinito.
Infine, alle ore 20.00 al cinema Lux, la proiezione del film La Mosca, regia di David Cronenberg, con Jeff Goldblum e Geena Davis, film culto del 1986 di uno dei più importanti registi che ha narrato il corpo umano come metafora e simbolo.
Anche quest’anno Dialoghi di Pistoia proporrà un programma dedicato a giovanissimi e giovanissime, everyBODY, nelle fasce di età dai 4 ai 12 anni, a cura dell’Associazione Boemondo con il supporto di Unicoop Firenze, negli spazi del Polo Culturale Puccini Gatteschi e dei Musei Civici di Pistoia.
Tutti gli eventi sono a pagamento, 3-7-10€.
Sono gratuiti l’evento di apertura e i film fino a esaurimento posti.
Gli eventi per bambine e bambini sono gratuiti con prenotazione obbligatoria a boemondoaps@gmail.com.
Informazioni e programma completo: www.dialoghidipistoia.it





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