Settimana Santa Progetto ideato e realizzato in partnership con at - autolinee toscane. Una fotografa e uno scrittore partono per un viaggio nelle province della Toscana nei giorni di Pasqua. Niente Tuscany e vignaioli influencer. A Pasqua incontrano un buffo culo di marmo che calamita l’obiettivo di Giulia. Siedono in un monastero davanti a un’artista che diede nome a un brano dei Pink Floyd. A Bibbiena incontrano i custodi di un computer Olivetti. Si godono il sole a Levigliani, pranzano a Macchiascandona e poi incrociano località che non avevano mai sentito nominare: Il Cristo, Nomadelfia, Piscialembita, Rigomagno. Sette giorni benedetti dal sole di aprile: una settimana santa. Ivan Carozzi è scrittore, giornalista culturale, autore di programmi televisivi, podcast, audiodocumentari e vodcast. Giulia Mangione (1987, Italia) vive e lavora a Oslo. Nel suo lavoro utilizza fotografia, video e scrittura per esplorare il concetto di identità e appartenenza. Oasi di sosta. L’Italia nelle immagini dell’archivio Eni L’archivio fotografico di Eni, con oltre mezzo milione di scatti, racconta la storia dell’energia e dell’Italia dagli anni Venti a oggi, durante i cento anni che prima Agip e poi Eni tracciano i nostri viaggi, dalle prime colonnine di benzina alle stazioni di servizio volute da Enrico Mattei nel 1952 e disegnate dall’architetto Mario Bacciocchi con bar, market e motel, emerge il ritratto di un Paese che cambia. Al bianco e nero e all’austerità degli scatti più datati si sostituisce con il tempo il colore, specchio di nuove tecniche nella fotografia, ma soprattutto segno del prepotente ingresso della modernità in Italia. La stazione di servizio diventa così un punto di vista sull’Italia che cambia il suo stile di vita, da nord a sud, nelle grandi città e nei piccoli borghi. Punto di vista che viene colto dai fotografi che lavorano negli anni prima per Agip e poi per Eni, tra loro Aldo Ballo, Federico Patellani, Luigi Ghirri. Battaglia Reale La ricerca dell’artista visiva Federica Sasso viene presentata a Cortona On The Move in un intervento immersivo a cura di Emanuele Amighetti. Il lavoro si presenta come momento di riflessione multidisciplinare sull’adolescenza, la cultura digitale e i nuovi media attraverso la relazione tra individualità e tecnologia, autorappresentazione e avatar digitali. Un ambiente in cui lo spettatore potrà vivere in prima persona la sottile linea di confine tra realtà e finzione attraverso fotografie di grande formato e proiezioni digitali attinenti alla cultura del gaming e di Internet. Identità, desiderio e rappresentazione non risultano più distinguibili, e mentre centrale risulta essere il tema del corpo: visto non soltanto come presenza fisica, ma soprattutto come superficie di proiezione, interfaccia, identità in continua trasformazione. Federica Sasso (1992, Italia) è un’artista visiva e ricercatrice. La sua pratica indaga la percezione del corpo, l’interazione tra virtuale e reale e l’impatto della tecnologia sulla vita contemporanea. Collabora con centri di ricerca internazionali tra cui l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Insieme al sound artist Luca Pagan ha fondato lo studio 4E, pratica interdisciplinare sul design dell’esperienza mediata dalla tecnologia. Quando scende la notte Esplorata attraverso lo sguardo di uno degli autori italiani più rappresentativi della fotografia di paesaggio, l’Italia di Luca Campigotto, esposta lungo il percorso open air della Via Crucis di Cortona, restituisce panorami inediti anche dei luoghi più noti. Nel suo viaggio dal Nord al Sud Italia, il fotografo incontra la vasta eredità storica e artistica del nostro Paese, con la quale entra in dialogo, privilegiando la luce della sera, per dare forma a una fotografia meditata, lenta e riflessiva. Le vedute di Campigotto sono il risultato del perfetto equilibrio tra tensione compositiva e forza della luce: la scrupolosa impostazione formale e l’accurato lavoro in postproduzione rendono le sue visioni senza tempo, da decifrare nei dettagli delle stampe di grande formato. Luca Campigotto (1962, Italia) vive tra Milano e New York. Si dedica alla fotografia di paesaggio e architettura realizzando progetti in tutto il mondo. Io sono confine con Medici Senza Frontiere tra viaggio, attesa e cura Un’esplorazione che segue le tracce di chi arriva in Italia dalla frontiera slovena, dopo il lungo cammino della rotta balcanica. Il Carso, la pietra, i magazzini del porto di Trieste diventano luoghi segnati dal passaggio e dall’attesa, dove il confine sembra continuare a esistere anche dopo l’arrivo, nei corpi stanchi, nelle ferite e nell’incertezza. Dentro questo vuoto, prende forma una rete di società civile fatta di volontari, associazioni e realtà umanitarie che ogni giorno costruiscono risposte concrete e solidali, trasformando luoghi di transito in spazi di ascolto, cura e relazione. In questo contesto opera anche Medici Senza Frontiere con lo sportello socio-sanitario HOPE che, attraverso orientamento e accompagnamento ai servizi sanitari per chi vive condizioni di estrema precarietà, riafferma il principio che il diritto alla salute debba esistere anche nei luoghi di confine. Il progetto mette così insieme il viaggio e la frontiera con le relazioni umane che nascono fatte di gesti di cura, presenza e solidarietà capaci, almeno per un momento, di dissolvere il confine stesso. Francesco Anselmi (1984) vive a Torino. Dal 2016 il suo lavoro si concentra sui cambiamenti che coinvolgono le aree di confine nella società occidentale, dall’Europa agli Stati Uniti d’America. Nel 2024 ha pubblicato Borderlands con l’editore tedesco Kehrer Verlag. Carrara, il crepuscolo della montagna Julie Hascoёt si è messa sulle tracce del volto meno conosciuto della città toscana nota internazionalmente per le sue cave di marmo. Meno nota, infatti, è la sua storia politica, che ha visto nascere un forte movimento anarchico fin dalla fine del XIX secolo. Circondata dalle Alpi Apuane, Carrara è teatro di una vorace attività di estrazione. Un paesaggio eroso da ogni lato, ceduto all’appetito di una miriade di macchine sempre più efficienti. Con sguardo lucido, la fotografa francese raccoglie i dati e le tracce visive di un paesaggio che non è soltanto splendore naturale, ma è segnato dalla pesantezza delle ruspe e dalla loro attività sulle pareti squadrate di pietra. Julie Hascoёt (1989, Francia) è un’artista francese il cui lavoro, oltre alla fotografia, abbraccia i settori dell'editoria, delle installazioni e delle pratiche curatoriali. Dal 2013 è co-fondatrice e co-responsabile del progetto Zines of the Zone. Per grazia ricevuta G. R. G R A Z I A R I C E V U T A è un progetto dell’artista Paolo Ventura nato dal fascino per le rappresentazioni degli Ex Voto, illustrazioni realizzate tra il 1300 e gli anni Settanta del secolo scorso per ringraziare santi e protettori dopo aver superato eventi tragici. In queste immagini, Ventura ha ritrovato una fertile commistione tra fede, magia e paganesimo, nonché un immaginario che dal reale guarda spesso all’assurdo e all’ironico. Su questa ispirazione, l’artista ha voluto inscenare miracoli dall’impronta ancora più surreale, cercando allo stesso tempo di rievocare la medesima potenza narrativa degli Ex Voto originali. Paolo Ventura è uno dei fotografi italiani più originali. Ha esposto in gallerie e musei in tutto il mondo e da qualche anno predilige la pittura. Tra i suoi ultimi libri pubblicati compaiono Autobiografia di un Impostore (2021) e Milano Proiezioni Astratte (2024). Paesaggio inverso Silvia Camporesi esplora il confine tra realtà e finzione ricreando fotograficamente luoghi inaccessibili. Non potendo riprendere Fabbriche di Careggine, paese sommerso nel Lago di Vagli, lo ha ricostruito in scala 1:25 fotografandolo in tre fasi: sommerso, in emersione ed emerso. Per la città romana sommersa di Baia ha invece ricreato i fondali in un acquario usando statue in miniatura. In entrambi i casi assistiamo a una forzatura del paesaggio e a una manipolazione che guida la nostra percezione. Questa alterazione si intreccia con i limiti della fotografia: l’artista ne mette in discussione la fedeltà al reale, svelando l'ambiguità attraverso dettagli minimi e una messa in scena consapevole. Silvia Camporesi (1973, Italia), laureata in filosofia, dedica la sua ricerca al paesaggio italiano. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2026 ha pubblicato con Einaudi Una foto è una foto è una foto. Gli Isolani (The Islanders) Nell’arco di due anni, la fotografa britannica Alys Tomlinson ha documentato i costumi e le maschere tradizionali indossati durante le feste e le celebrazioni annuali nelle isole della laguna di Venezia, della Sicilia e della Sardegna. Scattate su pellicola analogica con una macchina fotografica a lastre di grande formato, le immagini ci invitano a entrare in un mondo misterioso diviso tra sacro e profano, catturando parte del mistero e dell’atavismo di questi rituali e credenze culturali profondamente radicati. In questo lavoro, le immagini abitano una terra di confine tra finzione e realtà. Alys Tomlinson (1975, Regno Unito) è un’artista fotografa. Esplora temi come la fede, il rituale e l’identità lavorando principalmente in bianco e nero e in grande formato. È autrice dei progetti Ex-Voto, Lost Summer, e Gli Isolani (The Islanders). Tombola In un allestimento pensato appositamente per Cortona On The Move, le caselle di una vecchia tombola di paese ospiteranno le immagini del fotografo Jason Fulford, realizzate in Italia nel corso di quasi dieci anni e tratte da alcuni dei suoi più importanti progetti editoriali – The Heart Is a Sandwich, Picture Summer on Kodak Film, Raising Frogs for $$$ – insieme ad alcune immagini inedite. Le opere di Fulford sembrano metafore aperte. Il fotografo racconta piccoli dettagli, incontri, scorci che, accostati attraverso un meticoloso processo di editing – parte integrante della sua ricerca –, indicano il potere dell’associazione nella ricerca di nuovi significati e nuove storie. Jason Fulford è un artista, co-fondatore di J&L Books. Un punto focale del suo lavoro è il tema di come il significato venga generato attraverso l’associazione. Realpolitik Marco P. Valli e Luca Santese, membri del collettivo fotografico italiano Cesura, hanno documentato i principali eventi legati ai cambiamenti politici avvenuti in Italia nel 2018 a seguito delle elezioni del 4 marzo e della nascita della coalizione dei partiti Movimento 5 Stelle e Lega. Realpolitik è un progetto suddiviso in cinque volumi: Boys Boys Boys (I e II edizione), Popolopopolo, Lega Nord Party e MoVimento Lento. Con uno sguardo brutale e impietoso, i volti e le scene riprese dai due autori risultano quasi deformati dalla luce del flash, che ne rivela i tratti inquietanti e caricaturali. Con un approccio che va oltre la semplice documentazione dei fatti, Valli e Santese rappresentano in chiave satirica la loro critica alla faccia della politica italiana. Luca Santese (1985, Italia) ha lavorato come assistente nello studio di Alex Majoli e ha co-fondato Cesura nel 2008. Il suo lavoro è stato pubblicato su diverse testate ed esposto in Europa, Russia e Stati Uniti. Marco P. Valli (1989, Italia) è un fotografo italiano. Le sue opere sono state pubblicate da riviste nazionali e internazionali ed esposte in Italia. Realizza progetti individuali e collettivi concentrati sulla fotografia documentaristica e sulla ricerca in ambito artistico. In cerca del lupo e del santo In collaborazione con Institut d’Estudis Baleàrics. È il progetto del fotografo spagnolo Yago Soria Díaz nato dalla collaborazione che dal 2019 Cortona On The Move intrattiene con l’Institut d’Estudis Baleàrics. All'inizio del XIII secolo Francesco d'Assisi si recò a piedi a Gubbio e mise fine al conflitto fra un lupo e gli abitanti del luogo chiamando l’animale “fratello”. Ispirandosi a questa vicenda, Yago Soria Díaz ritrova una tensione simile all’interno delle comunità del Casentino, in provincia di Arezzo, dove più di una dozzina di branchi stabili di lupi vagano per le foreste. In cerca del lupo e del santo riflette su questi attriti: pastori in allerta, tecnici del parco che monitorano i movimenti dei branchi, ambientalisti che vivono questo ritorno come importante segno della conservazione della fauna selvatica italiana e istituzioni che mediano tra mondi che faticano a capirsi. Il lupo, ancora una volta, divide. Yago Soria Díaz (1996, Spagna) è fotografo e docente. I suoi progetti nascono da una stretta relazione con il contesto e spesso si collocano in uno spazio tra l’osservazione documentaristica e l’intervento deliberato. A casa di Italo. Una collezione italiana Fotoromanzo italiano A casa di Italo nasce dall’esperienza di Fotoromanzo Italiano e presenta un parziale riallestimento della casa di Italo Manzo, collezionista, mecenate e appassionato di cultura popolare italiana. In mostra saranno allestiti mobili, oggetti e memorabilia che abbracciano gli anni Settanta e arrivano fino ad oggi, assemblando un caustico e stratificato minestrone con il quale Fotoromanzo Italiano ricostruisce e restituisce l’estetica del “neoreality”. Attraverso questa nuova azione, lo spazio domestico viene trasformato in un dispositivo visuale che intreccia memoria, finzione e immaginario collettivo. Fondato nel 2011 da Giorgio Barrera, Andrea Botto e Michele Apicella, Fotoromanzo Italiano indaga la cultura visuale italiana tra fotografia, video, archivio, film, installazione, creando un immaginario neoreality, sospeso tra reale e finzione. Ha esposto in istituzioni e festival internazionali. OverTourism Il progetto di Alessandro Toscano solleva la questione sempre più rilevante del fenomeno del turismo di massa nelle città d’arte italiane, in cui ogni anno si contano più di 50 milioni di visitatori. Le immagini di Toscano, elaborate digitalmente, ci mostrano località sovraffollate – Roma, Pisa, Firenze – e sottolineano la capacità delle dinamiche dell’overtourism di alterare la percezione e la morfologia dei paesaggi.Grandi scenografie mediatiche, le città prese d’assalto dai turisti sono spesso quelle più fotografate: Toscano porta in superficie la relazione tra grandi fenomeni sociali e il mondo dei media, stimolando l’osservatore a formulare un nuovo modo di interpretare le complesse dinamiche sociali che attraversano questi luoghi. Alessandro Toscano è un artista visivo e docente italiano la cui ricerca abbraccia video, fotografia e installazione in un approccio multidisciplinare tra documentazione, ricerca etnoantropologica e pratiche partecipative a livello comunitario. Video-Stadio Spesso la cosa più difficile è vedere ciò che abbiamo sotto gli occhi, come i luoghi che dimentichiamo semplicemente perché li abbiamo visti troppo spesso. L’opera Video-Stadio, realizzata nel 1997 dall’artista Paola Di Bello, è un’inquadratura fissa su uno dei piloni del terzo anello dello Stadio San Siro di Milano. Alla fine della partita gli spettatori scendono dalle rampe a spirale e, per un effetto ottico-percettivo, le fanno letteralmente “girare” su sé stesse, tanto da sembrare avvitarsi al terreno. Le torri dello Stadio San Siro senza i tifosi che escono dallo stadio a fine partita non girano, non danzano, non prendono vita. La questione del vedere è portata dall’artista al suo massimo potenziale inventivo, in cui l’architettura delle colonne dello stadio attiva una nuova interpretazione visiva della realtà. Paola Di Bello è un’artista visiva italiana e docente di Fotografia dal 2006. La sua ricerca si impegna a esplorare le problematiche socio-politiche della città contemporanea attraverso un’indagine sull’atto stesso del fotografare. A Lidiput L’opera nasce da un’esperienza personale di Moira Ricci. Durante le stagioni estive tra il 2002 e il 2004, infatti, l’artista fu ingaggiata come fotografa sulla spiaggia di Lido di Savio, in provincia di Ravenna. La frustrazione di essere spesso respinta o ignorata dalle persone a cui offriva di posare per un ritratto viene rielaborata da Ricci, che decide di fotografare da lontano le persone sul lido, ritagliando successivamente le sagome e collocando sul proprio corpo sprofondato nella sabbia. Il disagio provato si traduce in un autoritratto in cui l’autrice è calpestata da una moltitudine di persone che non si accorgono della sua presenza e continuano a passeggiare incuranti su di lei. Moira Ricci (1977, Italia) è un’artista la cui ricerca, spesso autobiografica, indaga i temi dell’identità individuale e sociale, della storia familiare e del legame originario con il territorio, intrecciando invenzione tecnologica e riscoperta dell’immagine vernacolare. Gino Severini, da vicino In collaborazione con Accademia Etrusca di Cortona e MAEC Fabrizio Vatieri In corso di realizzazione Groundswell Project Groundswell è un progetto cofinanziato dall’Unione Europea che riunisce quattro importanti istituzioni internazionali dedicate alla fotografia contemporanea – Photo Museum Ireland, FOTOHOF, Imago Lisboa e Cortona On The Move – con l’obiettivo di riflettere, attraverso il linguaggio visivo, sulle pratiche e le azioni concrete legate alla crisi climatica. Il progetto nasce per sostenere artiste e artisti europei nello sviluppo di lavori fotografici e audiovisivi dedicati al tema della climate action, intendendo la fotografia come uno strumento capace non solo di sensibilizzare, ma anche di rendere visibili risposte, pratiche e possibilità di cambiamento. Attraverso open call internazionali, mostre itineranti, pubblicazioni, workshop e programmi pubblici, il progetto Groundswell costruisce uno spazio di confronto tra arte contemporanea, sostenibilità e partecipazione culturale. |
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