Il nuovo menu: semplicità, stagionalità e sapori netti La nuova carta racconta bene questa evoluzione coerente del progetto. Tra gli antipasti convivono preparazioni immediate e piatti più strutturati: il pan brioche con burro montato e alici del Cantabrico, i bocconcini di baccalà in pastella con broccoli marinati, il carpaccio di salmone marinato in casa con feta, olive e cetrioli in giardiniera oppure la millefoglie di alici, provola affumicata e pomodoro con panure alle erbe. Accanto a questi, piatti come il polpo rosticciato su crema di asparagi e asparagi saltati o l’insalata di seppie e frutti di mare raccontano una cucina di mare diretta ma estremamente curata nelle cotture e negli equilibri. Grande attenzione continua a essere dedicata anche alla proposta di crudi, con carpacci, tartare e gamberi che cambiano in base alla disponibilità. Il “Crudo di Emilio” sintetizza bene questo approccio: una selezione costruita giorno per giorno seguendo mercato e reperibilità. Nei primi piatti emerge invece il lato più identitario della cucina di Valenti, che lavora molto sulla pasta fresca. Fissi in carta da sempre i tonnarelli polpo, pecorino e menta, diventati uno dei piatti simbolo del ristorante, accanto agli spaghetti alle vongole, ai tagliolini con mazzancolle e carciofi, agli gnocchi con ricciola e pesto di rucola o alle tagliatelle con cacciatora di pesce spada, datterini gialli e zucchine croccanti. Anche i secondi seguono la stessa direzione: cucina leggibile, pochi elementi ben eseguiti e centralità assoluta del prodotto. Tra le proposte spiccano il baccalà alla piastra con caponata di melanzane e menta, la cotoletta di tonno in crosta di panko con salsa allo yogurt e chutney di pomodoro, il pescato del giorno con contorni stagionali o le cappasante alla piastra su hummus di carote. |
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